Fruit and Nuts
Flora


Frutti Selvatici 2
Piccole delizie di bosco

Pubblichiamo la seconda e ultima puntata dedicata ai frutti selvatici. Col suo stile accattivante e piano l'autore Claudio Pericin ci conduce in un mondo pieno di sorprese, quello dei frutti dei nostri boschi, umili ma non per questo meno utili e apprezzabili di quelli che, spesso con fatica e infinita pazienza, vengono coltivati nei frutteti. Lo scritto vuol essere un invito a conoscerli, a raccoglierli (senza devastarli) e a rispettare i meravigliosi alberi o arbusti che casi generosamente ce li donano.

  • Rosa (Rosa) - 
    • Rosa selvatica comune (Rosa canina
    • Rosa di S. Giovanni (R. semperuirens)
    • Rosa selpeggiante (R. gallica)
    • Rosa alpina (R. pendulina)
    • Rosa di macchia (R. pimpinellifolia)
  • Rovo (Rubus) -
  • Sambuco rosso (Sambucus recemosa)
  • Sorbo (Sorbus) -
    • Sorbo montano o farinaccio (Sorbus aria)
    • Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia)
    • Sorbo comune o Sorbolo (Sorbus domestica)
    • Boccarello o Ciavardello (Sorbus torminalis)

In questa sommaria rassegna dei "buoni frutti selvatici" mi auguro di aver dato un'idea di quanto ricca ne sia l'Istria e di esservenuto incontro ad un desiderio di conoscenza delle specie selvatiche da frutto commestibile, che crescono non lontano da casa nostra. Di alcune specie come il ginepro; il mirto ed il sambuco nero, ho parlato in un servizio precedente ("L'elicriso della nonna"), qui vorrei ricordare prima di concludere il Sambuco rosso (Sambucus recemosa), bella pianta decorativa della zona montana, in particolare per il vivace colore rosso dei suoi frutti. Ha semi leggermente velenosi che consiglio di eliminare, se si vogliono consumare le bacche fresche che invece cotte si prestano bene per marmellate e sciroppi.Ancora il Gelso nero e Gelso bianco (Morus nigra e Morus alba), piante una volta essenziali per la coltura del baco da seta ed ormai abbandonate a se stesse e che vanno lentamente scomparendo, tanto che le poche sopravvissute possiamo veramente considerarle inselvatichite. Hanno frutti dolcissimi, ricchi di vitamina C, da cui si può ottenere una grappa di alto contenuto alcolico. Ed infine il Melograno (Punica granatum), mela del paradiso terrestre secondo alcuni. I frutti associati a fertilità, bellezza ed abbondanza, sono stati presi come modello per costruire il tempio di Salomone e la corona dei re d'Israele. Questo affascinante arbusto o cespuglio dai fiori del più bel rosso che conosca, dai frutti utilizzati da sempre per le loro proprietà rinfrescanti, lo possiamo trovare allo stato selvatico sulla costa orientale dell'Istria, residuo certamente di lontane colture. Il succo di questi frutti, piccoli e acidissimi, veniva usato un tempo per insalate al posto dell'aceto. Ricordo che gustavo i grani del melograno, chiudendo gli occhi, provando uno strano piacere, appunto in quel di S. Marina.

Spero di avervi dato un pretesto ed un pizzico di curiosità per uscire di casa e intraprendere dei giri per l'Istria, in quell'Istria non ancor contaminata. Giri che saranno certamente più interessanti se abbinati ad una speranza e ad uno scopo come quello di trovare i frutti selvatici che il nostro palato preferisce. Magari a fine estate, quando l'aria si fa più tersaedi bagni stanno per terminare, cercate di approfittarne: è la stagione migliore perraccogliere questi piccoli e preziosi "gioielli" che la natura ancora ci offre senza risparmio. Tornati a casa potrete così anche voi provare a preparare qualche marmellata, come Usavano fare le nostre nonne.

[La fotografia di sopra e del Sorbus aucoparia.]

Tratto da:


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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Tuesday, March 27, 2001; Last updated: Thursday, October 11, 2012
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