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Piante Velenose
"Non meter in boca porcheria!" Le porcherie per mia madre erano le "cose" trovate o sconosciute, che in giovane età si è spesso tentati di assaggiare. Impressa nella memoria mi rimane la scorpacciata d i corbezzoli che feci da ragazzino a Pola, nella zona di Veruda, dietro al gasometro, detto gas. Non mi ricordo come ci fossi arrivato, ma per la prima volta scoprii i frutti del corbezzolo, che mi abbagliarono per quantità e bellezza. Maturi, di un bel colore rosso simile alle fragole, per cui sono detti in dialetto anche "fragole de graia", erano a portata di mano e per più gratis. Ne mangiai fino a scoppiare. La notte che seguì fu una delle meno piacevoli che ricordi, mal di pancia, nausea e vomiti. Fu una lezione da non dimenticare.
Ricordo questo episodio perché i bambini, e in particolare quelli piccoli, sono esposti di più ai rischi di avvelenamento con piante e sopratutto con frutti dai colori attraenti, che offrono un irresistibile invito ad essere colti e messi in bocca, senza sapere quali potranno essere consequenze. In questi casi l'attenzione dei genitori non sarà mai troppa. Inoltre oggi è quanto mai sentito il bisogno di ritornare "alla natura" a c'è la tendenza ad usare in cucina sempre più frutta ed erbe selvatiche. Quindi è doppiamente importante ricordare che anche allo stato naturale troviamo piante velenose, che possono portare a gravi consequenze, delle quali spesso non riusciamo ad individuare la causa. L'azione tossica dipenderà naturalmente dalla quantità ingerita di frutta o di altre parti della pianta velenosa, ma anche dalla reazione individuale, dall'età, dal peso, dallo stato di salute o dall'abitudine o meno di consumare simili prodotti. È noto che ci sono persone che sopportano due litri di vino tranquillamente, mentre ad altre un sol bicchiere fa girar la testa. Ricordiamo che già nel sedicesimo secolo Paracelsus coniò una frase valida ancora oggi: "Dosis sola fecit venenum" (è la dose che fa il veleno). Le piante velenose trovano impiego nella preparazione di specialità farmaceutiche e in fitoterapia, ma solo sotto controllo medico. Usate da chi non possiede precise cognizioni possono portare a conseguenze gravi e a volta anche mortali. Per evitare serii danni all'organismo è importante conoscere le piante che non sono commestibili, assieme ai loro semi o frutti, e sopratutto educare i bambini a distinguere. Il segno distintivo dell'Istria è che tra la maggior parte delle piante velenose spontanee conosciute nell'Europa centrale, figurano anche piante endeimiche e quindi tipiche dell'Istria stessa. Nella parte che segue cercherò di segnalare in particolare le specie che si conoscono essere state cause di avvelenamento con esito letale. Aconito (Aconitum vulparia) [nome corretto: Aconitum lycoctonum], erbacea perenne. La troviamo sull'altipiano della Ciceria, sui Monti Taiano, Stabnig, Sbeunizza e Monte Maggiore. [In Istria si trovano anche Aconitum degenii, A. lupicida e A. variegatum. Tutti gli aconiti sono velenosi.] Predilige i luoghi freschi e i margini dei boschi. Fiorisce in giugno-agosto. Tutta la pianta è velenosissima, e difficilmente viene brucata verde dal bestiame, che però la può poi ingerire allo stato secco. Si consiglia di lavare accuratamente le mani dopo averla toccata. Contiene aconitina della quale bastano pochi milligrammi per procurare la morte. In Istria ci sono altre specie di aconito, non comuni, ma tutte altamente tossiche. Sintomi: sono molto caratteristici e iniziano con formicolii al volto e sensazioni di intorpidimento e insensibilità delle mucose. Seguono disturbi della visione, ronzii alle orecchie, sordità e successivamente paralisi del cuore e del respiro seguiti da morte. Primo soccorso: provocare il vomito, carbone medicinale. Ricovero ospedaliero immediato.
Gigaro (Arum italicum), erbacea perenne. In Istria lo troviamo nelle siepi della zona dell'ulivo e della vite, sugli scogli S.Caterina, Porer e Fenolega. [In Istria, si trovano anche Arum cylindraceum e A. maculatum in Istria.]
Il gigaro cresce nei luoghi ombrosi sul terreno calcareo e fresco. Fioritura da aprile a giugno. È pianta altamente velenosa. L'uso esterno provoca sulla pelle eritemi e vesciche. I frutti, che da verdi diventano bacche rosse, possono attirare in modo particolare i bambini. Se ingerite, portano a gravi avvelenamenti. Altra specie tossica è l'Arum maculatum, che troviamo sporadicamente sull'altipiano della Ciceria, sul Taiano e sul Monte Maggiore. Ambedue le piante sono simili e si differenziano in particolare dal colore della clava, gialla nell'italicum e violacea nel maculatum. Tutte le parti delle due piante sono tossiche. In dialetto, e precisamente a Parenzo, viene chiamata 'pan de serpente", chiaramente per indicare che non è "pane" per i nostri denti (e quindi alla larga!) e a Pirano "lengua de vaca". Sintomi: vomito, diarrea, emorragie, eccitazione psicomotoria. Primo soccorso: sostenere il vomito, carbone medicinale, ingerire molto tè caldo. Ricovero all'ospedale.
Vite bianca (Bryonia dioica), erbacea perenne, rampicante, lianosa in quanto si attorciglia al fusto di altre piante. La troviamo nelle valli della Dragogna, del Quieto e di Carpano, nel Canal di Leme, a Barbana e nell'alta Istria a Ospo, Piedimonte, Rachitovich. Cresce ai margini dei boschi, tra le siepi, su suoli drenati. Fiorisce da giugno a agosto e i frutti maturano da agosto a ottobre, verdi o biancastri da giovani, d'un bel color rosso maturi, della grandezza dei piselli. Ne bastano una quindicina per uccidere un bambino. Tutta la pianta è velenosa. Sintomi: al contatto provoca irritazioni cutanee, per ingestione nausea, vomito, diarrea, dolori ai reni, convulsioni. Primo soccorso: sostenere o provocare il vomito, carbone medicinale, ingerire molto liquido. Quanto prima consultare un medico.
I fiori, d'un bel colore lilla-porporino, sbucano dal terreno in autunno senza foglie. Queste appariranno la primavera dopo e tra di esse troveremo la capsula con i semi. Tutta la pianta è fortemente tossica, sia per l'uomo che per gli animali. Bastano 5 grammi di semi per provocare la morte di un bambino. Può provocare anche l'aborto. Negli animali casi di avvelenamento sono abbastanza comuni. Basta 1 mg per kg di peso corporeo per uccidere un bue. La sostanza attiva passa nel latte che, se consumato, rappresenta quindi un pericolo sia per gli animali che per le persone. Sintomi: quasi immediato bruciore alla bocca e alla gola, nausea, vomito. Dopo circa 12-24 ore si manifestano coliche, diarrea, tenesmi vescicali, disturbi circolatori, paralisi del sistema nervoso centrale e respiratorio a cui segue spesso la morte dopo circa due giorni. Primo soccorso: sostenere il vomito, carbone medicinale. Subito all'ospedale.
Fiorisce in primavera ornandosi di fiorellini bianchi rivolti verso il basso, sì da rassomigliare ad una fila di campanelle emananti un gradevole profumo. Tutta la pianta è fortemente velenosa, in particolare i frutti che maturano in estate. Anche negli animali si conoscono casi di avvelenamento, specie con piante appena falciate. A Parenzo, in dialetto, è chiamata molto poeticamente "lagrime de la Madona". Sintomi: malessere generale, vomito, disturbi cardiaci. Primo soccorso: sostenere il vomito, carbone medicinale. Subito dal dottore o all'ospedale. Dafne (Daphne laureala), specie endemica che si riscontra nei boschi del Monte Maggiore. Fiorisce in febbraio-aprile e in autunno produce una bacca nera amara e bruciante. In Istria si conoscono altre due speci di Dafne. Tutte le specie sono velenose.
Daphne alpina, propria delle zone rocciose ed assolate, si trova casualmente attorno a Pinguente e sul Monte Maggiore. Fiorisce all'inizio della primavera. I frutti di quest'ultima sono, a maturità, di un rosso brillante. Il nome Daphne (=alloro) è dovuto alla rassomiglianza delle foglie e del frutto con l'alloro, albero che Apollo considerò sacro a ricordo della ninfa Dafne. Sintomi: gravi corrosioni delle mucose esterne ed interne, nausea, vomito, diarrea, emorragie, convulsioni, disturbi cardio-vascolari e della respirazione. Primo soccorso: sostenere il vomito, carbone medicinale, ingerire molto liquido. Subito dal medico o all'ospedale.
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This page compliments of Marisa Ciceran, Walter Starmühler and Guido Villa Created: Monday, June 04,
2002; Last updated:
Wednesday, January 03, 2007
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