LA VALLE D'ARSA 

Valdarsa - Sušnjevica

[995] Sotto le falde della Grisa, la parte terminale della pendice boscosa che scende dal Monte Maggiore, all'inizio settentrionale della piana dell' Arsa, si trova il villaggio di Valdarsa, nome acquisito nel periodo del governo italiano nell'arco fra le due guerre mondiali. Il suo nome italianizzato è stato da sempre Susnieviza, com'è testimoniato in tutti gli scritti dell'Ottocento. I nativi lo chiamano Susnevita e, nei primi decenni di questo secolo era noto anche con il nome di Frascati d'lstria.

Questo villaggio sorse con l'insediamento di famiglie di origine rumena, nei secoli XV e XVI, ad opera dei feudatari baronali dell'Arsa, ma casolari sparsi e poveri tuguri esistevano già precedentemente in questa plaga che fronteggiava il lago d'Arsa, ora prosciugato. Ancor oggi, la poca popolazione, ormai slavizzata, continua ad usare parole istro-rumene

Il territorio su cui sorgono i miseri casali di Valdarsa è aspro, di natura [996] calcarea, con rocce affioranti fra le quali cresce stentatamente una vegetazione arborea spontanea frammista a rovi. Fu sempre un paese prettamente agricolo ed anche ora, escluso dal traffico turistico, non riesce a ritrovare lo slancio per un rinnovamento. Le poche case sono abitate da gente anziana ed i pochi giovani sono nella maggior parte emigrati verso lidi più confortevoli. I rustici, tutti in pietra calcarea rozzamente scolpita, portano ancora qualche testimonianza dell'antica architettura contadina di queste pIaghe sottomesse per un millennio al triste sistema feudale; qualche tetto in paglia e qualche copertura in lastre di calcare fanno pensare che la loro scomparsa sarà una questione di poco tempo. Il villaggio si sviluppa lungo la strada che lo attraversa, è esposto a mezzogiorno, in pieno sole ed un bosco di pini piantato sulla Grisa lo protegge dai venti del nord.  Un gran cantar d'uccelli rallegra l'area su cui sorge la chiesa parrocchiale di S. Giovanni che si trova all'inizio del paese, verso la strada di Vragna, superato il piccolo cimitero posto su un piccolo poggio declinante sulla valle e nel quale si trovava l'antica chiesetta parrocchiale di S. Silvestro papa. La chiesa di S. Giovanni, di media grandezza ed a pianta rettangolare, porta sul retro un'abside circolare sulla quale si addossa un campanile a torre quadrata con bassa cuspide. L'edificio è situato su un rialzo del piano di campagna che si raggiunge mediante una scalinata; la facciata, con tracce di ",:E intonaco rosato, è completata da un timpano e Il campanile di Valdarsa da alte finestre a mezza luna. Sul semplice portale non ci sono ne date ne iscrizione ma é noto che il fabbricato è stato costruito nel XIX secolo ed inaugurato ne11839. L'intemo del luogo di culto si presenta decente, con l'altare maggiore rialzato rispetto al nudo pavimento in pietra. 

Risulta storicamente che Valdarsa appartenne dapprima ai patriarchi di Aquileia, i quali lo infeudarono ai vescovi di Pola, che a loro volta lo cedettero ai conti di Pisino nel XIII secolo circa: Poi pervenne alla signoria di Cosliacco nel XIV secolo e nel 1529, allorché i signori della baronìa, i Nicolich ed i Barbo, decisero di dividersi i beni patrimoniali, Valdarsa rimase sotto la potente famiglia dei Barbo.

In questo secolo, durante la guerra dei Veneziani contro la lega di Cambrai, [997] Valdarsa ed il suo territorio furono devastati dalle incursioni venete. Dopo il riordino dei sistemi comunali effettuato dall'Austria nel 1814 Valdarsa fece parte del comune di Bogliuno mentre, ecclesiasticamente, la pievanìa di Valdarsa appartenne all'arcidiaconato di Albona, dipendente dalla diocesi di Pola. Nel 1784 passò alla diocesi triestina e nel 1806 le fu aggregata la curazìa di Villanova con la filiale di Jessenoviza. Valdarsa, sotto la sovranità italiana, divenne comune. 

Alla fine del paese, la strada svolta a 90° verso sud e corre verso Chersano, che si trova a 9 km di distanza, mentre una stradina asfaltata prosegue in direzione di Villanova, per costeggiare poi tutta la piana dell'Arsa nel suo lato orientale.

Tratto da:

  • Dario Alberi. Istria - storia, arte, cultura. Edizioni LINT (Trieste, 1997), p. 995-997. All copyrights reserved by the author and publisher. This book is available at Italian bookstores.

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Created: Sunday, November 18, 2001; Last updated: Wednesday, June 04, 2008
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