|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
![]() |
musicista ed editore nato a Montona |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Montona poi come il resto dellIstria conobbe il dominio dei Romani ed alla caduta dell'Impero passò dai Bizantini, ai Longobardi ed ai Franchi sinchè nel 1276 riconobbe la sovranità della Repubblica di San Marco. Circa due secoli dopo qui nacque l'illustrissimo Mistro Andrea, il più grande musicista ed editore istriano del Rinascimento. Nelle fonti che risalgono alla prima metà del XVI secolo si possono notare le diverse forme con le quali viene riportato il nome dell'Antico: Andrea Antico da Montona, Andrea de Anticho, Andrea Antigo, Andrea Antiquo... L'archivio parrocchiale della chiesa di Montona inizia con l'anno 1586 ed anche se vi sono pergamene che risalgono all'XI secolo, non disponiamo di dati certi per il periodo compreso fra il 1470 e il 1545, per cui è praticamente impossibile precisare le date di nascita e di morte di Antico. In tre privilegi papali, conferitigli tra il 1513 e il 1517, Andrea Antico è indicato quale chierico della diocesi di Parenzo. Tuttavia non è certo che con il titolo di chierico si intendesse il sacerdozio, in quanto soltanto dopo il Concilio di Trento (1563) la chiesa introdusse l'obbligo di scolarizzazione ecclesiale dei futuri sacerdoti. A Parenzo, verso la fine del XV secolo, il nostro molto probabilmente ebbe modo di intraprendere l'attività di organista presso la Basilica Eufrasiana, dove luso dell'organo è attestato sin dall'inizio del Quattrocento. Nei primi anni del secolo successivo il giovane montonese si imbarcò, probabilmente a Parenzo o a Cittanova, per portarsi a Venezia, capitale della Serenissima e all'epoca uno dei centri culturali più avanzati dEuropa, ove completò la sua educazione artistica. Dopo la conclusione degli studi musicali, seguendo la prassi dell'epoca fu senz'altro cantore in qualche chiesa, dedicandosi però alla composizione di musica profana, le frottole, che vennero incluse nei libri del Petrucci (quattordici composizioni tra il 1505 e il 1509). In quel periodo sulle terre venete si abbatté il flagello della peste. La prima grande pestilenza investì Venezia e le zone circonstanti nel 1504 mietendo numerose vittime; per questa e per altre ragioni Andrea Antico lasciò la città nel 1510 e partì per Roma. A Roma il chierico istriano iniziò a stampare musica come editore. La prima stampa di Antico, realizzata col metodo xilografico, le Canzoni nove con alcune scelte de varii libri di canto, venne impressa in data 9 ottobre 1510 presso lofficina di Giovanbattista Colomba, miniatore, e Marcello Silber alias Franck, tipografo. Il giorno 19 marzo 1513 salì sul trono papale Leone X, della nobile famiglia fiorentina dei Medici, il quale, in data 3 ottobre 1513, rilasciò al montonese il privilegio di stampare musiche; nello stesso anno l'Antico dava alla luce l'opera Canzoni, sonetti, strambotti et frottole.
Sempre a Roma, il 28 gennaio 1516, Antico ottenne un secondo privilegio papale e il 9 maggio dello stesso anno pubblicò il meraviglioso Liber quindecim missarum, esemplare in foglio grande dalle dimensioni ancora inedite per l'epoca (28,8 x 42,8 cm). Oltre alla bellezza della stampa, va notato che il frontespizio riporta l'immagine di Leone X in atto di ricevere in omaggio la prima copia del libro, probabilmente dalle mani dello stesso stampatore. L'ultimo privilegio papale di Andrea Antico risale al 27 dicembre 1516 (firmato dal cardinale Sadoletto, segretario di Leone X), per stampare le Frottole intabulate da sonare organi, prezioso volume che vide la luce il 13 gennaio 1517. Il montonese, dopo la splendida stampa delle Frottole intabulate da sonare organi, della quale egli fu elaboratore ed editore, si associò con Nicolò de Giudici e Jacopo Giunta. Frutto di questa associazione sono le opere Canzoni, sonetti, strambotti et frottole, libro quarto e Frottole, libro tertio. Il 1518 è l'ultimo anno della sua permanenza nella capitale e a quell'anno risale la ristampa, presso la bottega di Jacopo Mazzocchi, del Libro quinto delle Frottole (in data 27 febbraio 1518, l'edizione è andata persa). Verso la fine del 1519, o l'inizio del 1520, Andrea Antico rientra a Venezia. Il montonese ora, non più editore in proprio e lavora per l'officina di Luca Antonio Giunta. In data 15 ottobre 1520 escono: Frottole libro quarto, Chanson à troys, Motetti novi libro tertio; il 30 novembre dello stesso anno escono i Motetti novi libro secondo. Lanno sucessivo furono stampate altre quattro opere: Motetti libro primo, Motetti libro quarto, Missarum diversorum authorum liber primus, e sempre nell agosto del 1521 l'ultima edizione prima del lungo intervallo (dal 1521 al 1533) del Missarum diversorum authorum liber secundus. Tutte le opere furono stampate nella tipografia di Andrea Torresano di Asolo. Dopo una pausa di dodici anni Andrea Antico si ripresenta di nuovo a Venezia ove lavora in qualità di miniatore per gli editori Nicolini da Sabio e Ottaviano Scotto, con i quali stampò Il primo libro de madrigali de Verdelot. L'anno sucessivo intaglia i caratteri per Il secondo libro de madrigali di Verdelot (officina Scotto). Nel 1535, sempre dalla stessa stamparia, esce il Libro primo delle canzoni francese. Il 1536 fu l'anno più fertile per l'istriano. Egli intagliò ben cinque opere che furono stampate nella tipografia di Scotto: Il secondo libro de madrigali di Verdelot, Canzoni francese di miser Adriano et de altri libro primo, Libro secondo delle canzoni francese, Intavolatura de madrigali di Verdelotto da cantare et sonare nel lauto, intavolati per messer Adriano, e lultima La couronne et fleur des chansons à troys. Lanno 1538 vide Antico lavorare e incidere, sempre per lo stesso editore, l'opera Dei madrigali dArcadelt e Motetti di Adrian Willaert libro secondo a quattro voci. Di recente scoperta è lultimo lavoro realizzato da Andrea Antico, sempre per leditore Scotto, lIntavolatura de li madrigali di Verdelotto da cantare et sonare nel lauto intavolati per lo eccellentissimo musico messer Adriano Vuillaert (1540), edizione con cui egli concluse la carriera di incisore di fama internazionale. Nel 1540 Andrea Antico molto probabilmente tornò nella nativa Montona, dopo più di quarantanni di assenza, e vi morì trovando riposo nella sua terra. Le frottole Andrea Antico scrisse diciassette composizioni in forma frottolistica. Benvenuto Disertori gli attribuì anche le frottole Poi che amor con dritta fe e Poi che son sì sfortunato, stampato nel secondo libro del Petrucci a Venezia nel 1505, mentre Giuseppe Radole ritiene di incerta attribuzione la lauda Sacra te, sacra regina nel secondo libro delle frottole di Petrucci del 1508. Questi dubbi derivano dal fatto che il secondo libro del Petrucci uscì nel 1505 e conteneva anche la già citata composizione Poi che amor con dritta fè, la quale stilisticamente assomiglia più alle frottole composte da don Filippo da Laurana che non alle frottole composte da Andrea Antico. Lorigine del termine frottola risale al XII secolo e inizialmente stava ad indicare un genere lirico metricamente irregolare e con rime disposte senza ordine prestabilito (latino medievale: frocta, cioè pensieri e fatti strani, bizzarri, riuniti senza senso). Le origini della frottola in musica si collocano invece intorno al 1480. La frottola tratta le parti vocali quasi come fossero parti strumentali, da cui deriva la trascrizione di alcune frottole in intavolature per liuto e per strumento da tasto. Fu proprio l'Antico a trascrivere alcune frottole composte da Bartolomeo Tromboncino e Marco Cara (Frottole intabulate da suonare organi 1517), e questo fu, senza dubbio, il più grande contributo all'arte musicale dell'inizio del XVI secolo. Andrea Antico compose alcune decine di frottole, ma soltanto diciassette sono quelle giunte sino a noi. In qualità di stampatore ha "intavolato" inoltre ventisei frottole di altri autori e ne ha stampate più di un centinaio. Forma vocale profana, la frottola poteva essere accompagnata da uno strumento a tastiera (organo o clavicembalo), e in molti casi anche dal liuto. La prima frottola di Andrea Antico venne stampata nel 1505 (Libro tertio di Petrucci), ma già nel 1510 il perspicace montonese riuscì a proteggere eccellentemente i propri diritti d'autore grazie al privilegio concessogli da papa Leone X. Le frottole composte 1505-1517 |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Nota sulla esecuzione: Basandoci sui vecchi trattati abbiamo interpretato i brani del Montonese ''IN MODO AUTENTICO RINASCIMENTALE", cio' significa che quattro strumenti a fiato, e cioe il primo e il quarto flauto imitano il "Fischietto" in modo profano - rinascimentale. Tale modo di interpretazione era tipico nelle esecuzini dei fiati durante le "Feste Carnascielesche" che si svolgevano nei secoli XV e XVI nelle piazze di Firenze, Mantova, Ferrara e Venezia. A quell'epoca risale anche il modo di suonare e cantare le due parti della stessa composizione in tempi diversi; la parte strumentale in movimento piu' veloce della pal1e vocale con accompagnamento del virginale, oppure viceversa. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
ISTARSKA GLAZBENA BASTINA MUSICA ISTRIANA RE Andrea Antico da Montona 1470/80 -1540?
FROTTOLE 17 frottole 1504 -1513 |
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Selezioni
Sources:
Vedete anche: |
|
The page compliments of Marisa Ciceran, Gianclaudio de Angelini and Michael Plass
Created: Wednesday, December 16, 1999, Last Updated:
Saturday, May 10, 2008
|