CAPITOLO III.

Agricoltura ed animalia.

Suolo, 18; — terreno produttivo e sua rendita, 19; — popolazione agricola, 19; — prodotti del suolo, 19; — piante a macchia, 20; — volatili, 21; — pesci, 22.

Il suolo, formato da irregolari filoni di colli, è in generale roccioso e coperto di terra rossa, dalla quale affiorano numerose le teste delle rocce calcari. Sassoso, collinato, ed in gran parte aprico, si presta molto bene alla coltura della vite, dell'olivo e delle frutta; mentre i cereali ed i legumi si coltivano a preferenza negli avvallamenti e nei brevi tratti piani ove la terra è più profonda.

Il territorio di Rovigno è uno dei meglio tenuti della Provincia, ad onta che il suolo non sia dei più favoriti dalla natura, e soffra per le lunghe siccità estive. Ma la numerosa popolazione agricola, intelligente ed attiva, sa trarre il maggior profitto da quanto può offrire il suolo.

Il territorio di Rovigno s'estende dal canale di Leme sino a Palù sotto punta Gustignan. Il suo litorale, dalla bocca di Leme in giù, misura circa 20 miglia marittime. L'estensione complessiva è di iugeri 10.700, pari a 6.157 ettari, dei quali, iug. 34.201 sono coperti da edifici o cortili, iug. 239.639 è terreno improduttivo, e gli altri iug. 10.426 sono produttivi (22).  

Del terreno produttivo, sono (23): [19]

 

iug.

klf.

%

arativo

1740

1211

16.8

prato

84

185

 0.8

orto

4040

666

38.7

vigna

1282

1568

12.3

pascolo

572

1012

5.5

bosco

2677

617

25.7

palude

27

1143

0.2

La rendita complessiva netta ammonta a fior. 34.460, cioè in media a fior. 3.30 per iugero, e precisamente:

per

fior. per iugero

l'arativo

4.39

il prato

3.61

l'orto

4.46

la vigna

4.66

il pascolo

0.66

il bosco

0.87

la palude

0.41

La popolazione agricola ascende a 3948 anime, cioè al 41.3% dell'intera popolazione. Di quella, 1274 persone sono occupate nel lavoro dei campi e 2224 convivono in famiglia con esse.

Il possesso è molto frazionato: mancano le grandi tenute ed in generale il capitale non viene in soccorso all'agricoltura. Il numero dei fogli di possesso rilasciati ai contribuenti è di 3215, ed il numero delle particelle catastali di 12.808; cosicché ad ogni particella spetta in media soltanto 1333 klafter di terreno coltivabile.

Fra i principali prodotti del suolo sono da annoverarsi, come fu già detto: l'olivo, del quale il territorio di Rovigno è tutto coperto, annoverandone 331.000 piante. Queste in buone annate possono produrre 1600 barili d'olio, essendochè in nessun luogo dell'Istria si dedichi all'olivo cura eguale a quella che vi mettono i Rovignesi; — il noccinolo avellano, del quale si contano verso le 15.000 piante, ed annualmente s'accrescono in numero; [20] — le viti, le cui piante, già distrutte dalla crittogama, vengono ora a poco a poco sostituite con nuove piantagioni. Nell'ultimo anno il prodotto si fu di ettolitri 4000 d'eccellente vino.

Tra le frutta allignano bene il fico, il mandorlo, il ciliegio, il pero ed il pesco. Sono celebri i carcioffi di Rovigno per la loro grandezza e squisitezza. Anche i melloni e le angurie crescono saporiti. Di granaglie si coltivano il frumento, l'orzo, la segala ed il grano turco. Ma quasi ogni anno soffrono per la siccità, ed il loro prodotto non basta neppure per 4 mesi dell'anno. Il periodo di vegetazione del frumento dura 238 giorni, quindi meno che a Roma, abbenchè questa città trovisi di 3 gradi più a mezzogiorno. Di questi 238 giorni, un accrescimento l'abbiamo in 164, e negli altri resta stazionario. Anche questo, secondo il Freyn, o. c. pag. 13, dimostrerebbe come le nostre condizioni climatiche sieno migliori di quelle dell'opposta spiaggia dell'Adriatico ad egual grado di latitudine. Anche delle fave si fa qualche anno un raccolto non spregevole, che viene presso che tutto smerciato nella vicina Dalmazia. La coltura dei legumi è molto limitata, a cagione specialmente della siccità.

I boschi sono pressochè tutti a basso fusto, cedui, ed in massima parte composti di piante a macchia sempreverdi: laonde la canzone popolare canta così il ritorno della primavera:

"Ho visto il verde rinverdir sul verde"

Questi arbusti o piante a macchie che popolano i nostri boschi appartengono pressochè tutti alla zona mediterranea, e le specie più comuni di essi sono: fra le Cistacee, il Cistus monspeliensis ed il C. villosus; fra le Crassulacee, la Crassula rubens, e la C. Magnolii; fra le Anacardicee, il Pistacia terebinthus ed il P. lentiscus; fra le Laureacee, il Laurus nobilis; fra l'Ericacee, l'Arbutus unedo; fra le Oleacee, la Phillyrea latifolia e la Ph. stricta; fra le Gentianacee, l'Erythrea marittima; fra le Boraginacee, l'Echium postulatum; fra le Cupulifere, il Quercus ilex; fra le Cupressacee, il Iuniperus comunis ed il I. oxicedrus; fra le Myrtacee, il Myrtus communis melanocarpa. Inoltre il Diliantus ciliatus ed il Tripholium bocconii.

Come alla mitezza del clima corrisponda la ricchezza e varietà della flora, lo mostra il fatto che nell'isola di S. Caterina, non ampia più di 10 ettari, si enumerano 466 specie di [21] piante, ossia più che la quarta parte delle specie di tutta l'Istria (24).

La mancanza di pascoli da un lato, e di foraggio dall'altro, impediscono nella campagna di Rovigno lo sviluppo dell'animalia e di tutti quei rami d'industria che a questa strettamente si connettono. Il territorio di Rovigno conta: 126 cavalli, 266 muli, 506 asini, 308 bovini, 17 capre, 129 pecore, 178 maiali, 7 alveari.

Anche dei volatili domestici il numero è sensibilmente limitato. Poche specie d'uccelli (25) sono propriamente stazionarie, alcune sono assieme e stazionarie e migratorie; le più sono migratorie estive od autunnali, e durante la loro migrazione si fermano qui vari mesi e nell'estate vi nidificano. Uccelli interamente stazionari sono: il merlo (menila vulgaris), il passero o sarniciarin (passer domesticus) ed il colombo (columba livia).

Parte stazionari e parte migratori sono: il pettirosso (dandalus rubecula), il montan (fringilla coelebs), il gardel (carduelis elegans), la pernice (starna cinerea), la quaia (coturnix dactylisonans), il parussoloto e la parussola (parus maior), la poiana (buteo vulgaris) la distruttrice dei sorci campagnoli.

Di passaggio estivo e nidificanti sono: la rondine (hirundo rustica), il rondone (cypselus apus), il cucu (cuculus sonorus), il calandriti (iunx torquilla), il russignolo (luscinia minor), e il cento ciroli (euspiza melanocephala),

Di migrazione autunnale sono: il becafigo (oriolus galbula), lo scricciolo (troglodites parvulus), il capinero (sylvia atricapilla) il tordo (turdus musicus), il codirosso (ruticula phoenicura), la fista (anthus pratensis), il lugarin (chrysomitris [22] spinus), il faganel (cannabina sanguinea), la beccaccia (scolopax rusticola), ed il caorosso (fuligola ferina).

Di migrazione estiva ed autunnale sono: la batticodola (montacilla alba) e la lodola (alauda arvensis).

Il cocal o gabbiano (Xema melarudibundum) è di migrazione autunnale ed invernale.

Ricchissimo è il mare di Rovigno di pesci delle qualità le più svariate (26).

Fra i pesci d'inverno i più abbondanti e ricercati sono: il dentale (dentex vulgaris), il branzin (labrax lupus), la sfoglia (solea vulgaris), la volpina (mugil cephalus), la tria (mulus surmuletus), il barbon (mulus barbatus), la scarpena (scorpoena porcus), il guatto (gobius capito), il ribon (pagellus erythrinus), l'occiada (oblada melanura), il rombo (rhombus maximus), la passera (platessa passer), il bisatto (anguilla vulgaris), la salpa (box salpa), la robba (box boops), il sampiero (zeus faber), e l'asial (acanthias vulgaris).

Pesci d'estate sono: la sardella (clupea sardina), che si pesca in grande copia e viene anche salata. A Rovigno esiste, come fu già ricordato, una fabbrica, che prepara le sardelle in iscatole ad uso Nantes. L'orada (sparus aurata), la menola (smaris vulgaris) l'angusigolo (belone rostrata), il molo (gadus euxinus), il grongo (conger myrus), la papalina (clupea papalina), ed il corbel (umbrina cirrhosa).

Tra i crostacei si pescano a Rovigno: la granzevola (maia squinado), l'ostrica (ostrea edulis), la quale cresce rapida, spontanea, saporita, voluminosa, e potrebbe divenire fonte di non poco guadagno al paese, se l'ostricoltura venisse esercitata razionalmente e su vasta scala come praticasi in Francia, ove aride spiagge divennero per tal modo centro d'un ricco commercio, che frutta annualmente milioni e milioni di franchi ai fortunati speculatori. La cappa santa (pecten iacobeus), i peocci [23] (mytilus), il mussolo (arca Noae), le naridole (trochus artioulatus e turbinatus), le garuse o murici, fra le quali il murex brandaris ed il trunculus in molte varietà. Quindi il folpo (eledone moscata), il calamaro (loligo vulgaris), e la sepia (sepia officinalis).

Tra i poppanti trovansi i due cetacei, cioè il delphinus vulgaris e il delphinus delphis che si vedono molto spesso volteggiare a larghi giri non lungi dalla costa, e sono temuti specialmente per il danno che arrecano alla pesca delle sardelle.

Oltre a questa fauna marina, che da un lato offre alimento a buona parte della popolazione, e costituisce dall'altro una sorgente di lucro per gli esercenti la pesca, la costiera di Rovigno è ricchissima d'altri animali marini delle specie più rare e più ricercate dallo scienziato. Per ricordarne alcune, nominerò: i due nuovi generi delle Spionidi scoperti a Rovigno, cioè la Periptyches festiva e la Paraonis tenera; — le specie rare della Lucinia spinifera e della L. reticulata, del Loripes lacteus, del Bornia corbuloides, della Cardita sulcata, della Patella lusitanica, e della Gadinia Garnoti ancor più rara; — e gli esemplari stupendi dell'Elisia splendens. Rarissima, e di tutto il Golfo pescata solo a Rovigno, si è l'Ancula cristata e l'Alderia modesta, ed a grande profondità, dal mare di Rovigno, venne tratta la rarissima Typhis tetrapterus.

Aggiungo infine che il Barone Riccardo von Drasche, nella sua splendida publicazione „Die Synaschidien der Bucht von Rovigno"(Le Sinascidie della baia di Rovigno), Vienna, 1883, enumera ben 29 specie nuove di questo tunicate pescate nel mare attorno Rovigno, fra le quali primeggiano il Polycyclus cyaneus, il Sarcobotrylloides superbum, il Botrylloides purpureum, il Cystodites durus, il Distoma adriaticum ed il Diplosoma chamaleon. I polipi e le meduse di S. Caterina di Rovigno formano argomento d'un interessante lavoro publicato da Franc. Müller, nell'Archiv fur Naturgeschichte, annata XXVI, vol. I.


Note:

  1. Franc. Dr. Vidulich, Materiale per la Statistica dell'Istria, Parenzo 1886.
  2. Il Catasto del 1821 dava:
         
     

    iug.

    klf.

    arativo nudo, vitato ed olivato

    6.707

    1.439

    boschi cedui

    2.294,

    1.497

    pascoli

    1.272

    1.596

    prati

    90

    265

    improduttivi, paludi, editici

    277

    77

    assieme

    10.653

    74

         
  3. Dr. Marchesetti, Flora dell'isola S. Catterina presso Rovigno (nel Bollettino delia Società Adriatica di Scienze naturali in Trieste, v. I. n. 6) Trieste 1875.
  4. Dr. B. Schiavuzzi, Elenco degli uccelli viventi nell'Istria (nel Bollettino s. c. vol. 4, 5 e 6) Trieste 1878-81. — Materiale per un'avifauna del Litorale austro-ungarico (o. c. vol. 10) Trieste 1887.
  5. Prof. M. Stossich, Prospetto della Fauna del mare Adriatico (nel Bollettino s. c. vol, 5, 6, 7) Trieste 1879-82.

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Monday, February 25, 2008. Last Updated: Saturday, August 02, 2008
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