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29 marzo 2006

GRANDE PERSONAGGIO ITALIANO DELL'ISTRIA,
MORTO A CAGLIARI NOVANT'ANNI FA

Domenico Lovisato, matematico e geologo quasi dimenticato nella sua natale Isola

La località di Isola non annovera una nutrita schiera di uomini illustri, come, ad esempio, la vicina Capodistria. Ciononostante anche nella cittadina dei pescatori videro la luce alcuni grandi nomi della cultura e della scienza. Uno tra questi è, indubbiamente, Domenico Lovisato, matematico e geologo, morto a Cagliari novant'anni or sono. Come tanti altri personaggi italiani dell'Istria, anche Lovisato è stato completamente dimenticato nella sua città natale. Nell'odierna Isola non esiste nulla che lo ricordi. Solo negli ultimi anni, grazie ai connazionali isolani, questo nome è uscito dall'oblio. Nel 2002 la Comunità degli Italiani "Dante Alighieri" gli ha dedicato un numero speciale de "La Colomba", mentre recentemente la Comunità autogestita della nazionalità italiana di Isola ha intitolato la biblioteca della locale Comunità degli Italiani proprio a siffatto scienziato. Sono tutte iniziative lodevoli in quanto fanno conoscere la figura e l'opera di Lovisato a tutta la cittadinanza isolana. In questa breve nota non diremo nulla di nuovo, essa vuole essere solo un modestissimo contributo per ricordare uno tra i maggiori ingegni della città di San Mauro.

Un volontario garibaldino amareggiato

Domenico Lovisato nacque ad Isola il 12 agosto 1842 da Giuseppe e Antonia Vascotto. Sin da ragazzino aveva dimostrato una particolare intelligenza, compì il Ginnasio di Capodistria, poi il Liceo di Udine e infine frequentò i corsi di ingegneria all'ateneo di Padova. Lovisato aveva maturato una profonda avversione verso il governo austriaco, la polizia politica lo tenne perciò sotto controllo, a causa della sua attività irredentistica: venne incarcerato a più riprese e venne pure espulso dall'Università patavina. Nel 1866, nel corso della terza guerra risorgimentale, il nostro isolano si arruolò volontario e come garibaldino combattè nel Trentino. Con l'inclusione del Veneto nel Regno d'Italia riprese gli studi nella stessa università e si laureò in matematica. Dopo tale conflitto Lovisato rimase amareggiato in quanto la sua terra istriana continuava ad essere soggetta alla corona asburgica, le critiche mosse alle autorità italiane non piacquero, perciò fu mandato a Sondrio ove iniziò ad insegnare matematica in quel liceo. La permanenza in Valtellina fu di particolare importanza per la sua carriera scientifica. Trovandosi in un ambiente circondato da montagne, volle conoscere la natura delle stesse, cominciò allora ad interessarsi di geologia, materia che diverrà la sua grande passione, grazie alla quale acquisì fama mondiale.

Un istriano «scomodo» in Valtellina

La presenza dell'istriano irritò nuovamente le autorità, perciò venne trasferito dapprima in Sardegna, a Sassari, dopodiché in Sicilia, a Girgenti (l'odierna Agrigento), nonché a Catanzaro in Calabria. In questa regione del Sud Italia il giovane ricercatore iniziò ad interessarsi di geologia e paleontologia. Grazie ai risultati dei suoi studi ebbe il titolo per passare all'insegnamento universitario. Nel 1879 iniziò la docenza all'Università di Sassari, mentre nel 1884 passò in quella di Cagliari in quanto vinse la cattedra di Mineralogia e Geologia e vi rimase sino alla morte, avvenuta il 23 febbraio 1916. In terra sarda svolse innumerevoli ricerche, nel 1881 lo troviamo invece in Patagonia e nella Terra del Fuoco (Argentina meridionale). La spedizione venne organizzata dalla Società Geografica Italiana. I suoi studi, concernenti prevalentemente la geologia, furono pubblicati su varie riviste scientifiche come gli "Atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei", nella "Rivista Italiana di Paleontologia", nel "Bollettino di Paleontologia", nella "Rivista Geografica Italiana", nel "Bollettino della Società Adriatica di Scienze Naturali" di Trieste, ecc.

Con la sua dipartita venne a mancare uno dei grandi nomi della geologia; i suoi funerali furono organizzati in forma solenne. Vi fu una notevole partecipazione sia da parte della autorità sia da parte del popolo. Intervennero pure il rettore dell'ateneo e il rappresentante del comune. Il 20 settembre 1922, sopra la porta della casa natale di Domenico Lovisato, venne collocata una lastra marmorea per onorare il grande isolano. Il testo venne compilato dall'erudito triestino Attilio Hortis: Nato in questa casa avita/ addì XII agosto MDCCCXLII/ morto in Cagliari il XXIII febbraio MCMXVI/ Domenico Lovisato/ matematico e geologo/ il nome istriano onorò sulle cattedre universitarie/ e sui campi di battaglia con Garibaldi che l'ebbe carissimo/ addì XX settembre MCMXXII posero i cittadini. Nel secondo dopoguerra la lapide, evidentemente sgradita alle nuove autorità, venne distrutta.

Kristjan Knez

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