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From 1417 to his death, Petrus Paolus Vergerius, the Elder was secretary to the Emperor Sigismund. In July, 1420, he was the chief orator of the Catholic party at the Hussite disputation at Prague. Though never married and probably in minor orders, he was not a priest. The treatise De Ingenuis Moribus by Petrus Paulus Vergerius had a tremendous effect on Vittorino. In 1396, Vergerius had been a teacher of the Arts when Vittorino arrived in Padua. Woodward cites that Vergerius had influenced Vittorino as a scholar, a thinker, and as an educator. Vittorino believed in shaping a patriotic and well prepared citizen rather than a self-contained scholar. He was interested in the right method of education and, as a result, he supported important doctrines of educational theory. Such theories included: alternation of subjects, a sound foundation in grammar and oral expression, logical ordering of lessons, a choice of stimulus, physical conditioning, and a careful observation of a child's mental powers. Vittorino's aim was to secure the harmonious development of an individual's mind, body, and character. Bibliography:
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Umanista e pedagogista nato a Capodistria nel 1370 e morto a Budapest nel 1444. Studiò grammatica a Padova e, ancora giovanissimo, insegnò dialettica a Firenze e logica a Bologna, da dove nel 1390 passò nuovamente a Padova. Si legò in amicizia con i principali esponenti dell’Umanesimo fiorentino e veneto, avendo stretti rapporti con Coluccio Salutati, Giovanni da Conversino, Francesco Zabarella, Gasparino Barzizza e Guarino Veronese. Nel 1398 tornò di nuovo a Firenze per apprendere il greco alla scuola del dotto bizantino Manuele Crisolora. Dopo aver nuovamente soggiornato a Padova, ove ottenne il dottorato nelle arti, in medicina e in diritto canonico e civile, nel 1405 si recò a Roma, alla corte di papa Innocenzo VII. Qui compose la Poetica enarratio, la Oratio pro reintegranda uniendaque Ecclesia e le Quaestiones de Ecclesie potestate, che riflettono la grave crisi contemporanea della Chiesa e del potere papale. Lasciata Roma nel 1409, dopo aver peregrinato a lungo per l’Italia centrale e settentrionale, nel 1414 si recò a Costanza presso il concilio testé radunato, svolgendo una sottile opera diplomatica che gli valse la simpatia e la stima dell’imperatore Sigismondo. Quando il concilio ebbe termine, nel 1418, Vergerio seguì l’imperatore nei suoi domini di Boemia e di Ungheria, abbandonando definitivamente l’Italia. Tipico esponente della prima cultura umanistica, egli fu l’editore dell’Africa del Petrarca, studiò Seneca e Ippocrate, tradusse Arriano e forse anche Erodiano, e alternò lo studio del diritto civile con la stesura di scritti letterari come il De arte metrica, composto in collaborazione con lo Zabarella. Ma la sua fama fu legata, già presso i contemporanei, soprattutto alla commedia Paulus, ad iuvenum mores corrigendos, composta a Bologna tra il 1388 e il 1390, e al trattato De ingenuis moribus et liberalibus adulescentiae studiis,scritto all’inizio del 1400 e terminato, probabilmente, nel 1402, dedicato a Ubertino da Carrara, che la tradizione vuole fosse suo discepolo.
Note:
Sources:
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The page compliments of Marisa Ciceran and Guido Villa
Created: Wednesay, June 07, 2000; Last updated:
Sunday June 01, 2008 |