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A a, a 1) articolo femminile al singolare. Quando i Romeni Istriani applicano questo articole ai sostantivi femminili che terminano in e, molte volte la e non la dittongano con un suono. Per esempio muhere-muhera (moglie) e non muherea; altre volte dittongano questi suoni. Per esempio cale=calea (r.) (strada) come da noi. 2) a si dice al posto di la: per esempio a Seiane: a munte al posto di la munte (r.) (al monte), proprio come i Mozi (n.d.t. sono così denominati i romeni che vivono sui Carpazi Occidentali) in Ardeal (Transilvania n.d.t.) 3) Come nota per l'infinito, ma più raramenre [t.= 1) Weibl. Artikel: die; 2) Präposit, das franz.: à; 3) Infinitiv-Partikel: zu)] abandon e abandun, a abandona, abanduna, abandonat, abandunat: abbandonare (r.= a parasì, l'hanno ricevuto anche gli slavi) (t.= verlasse) abat, a abate (e abate), abătut: allontanarsi dal luogo, dalla linea (r.=abat din loc, din linie) - A s'abate pe ceva: slogarsi qualcosa (r.=a.-şi scrinti ceva). Per esempio a Schitazza cazut-a şi s'a abătut pre mână: è caduto esi è slogato la mano (r.=a căzut şi şi-a scrintit mâna). (t.=verrenke, lenke ab) ab, abă; abi. abe: bianco, bianca (r.=alb, albă). Si dice più sovente a reso dittongo in oa, secondo l'usanza istroromena. Esempio: oab, oâbă, (t.=weiss adi.)acaj, a acăjâ, acăţat: prendere, strappare (r.=prind, inhaţ). Tuttavia non sono usate tutte le forme, loro dicono semplicemente caţ. (t.=greife) acea, plurale acele, come in romeno: quella, quelle. (t.=jene, weibl.) aceasta, aceste, come in romeno: questa, pronorne dimostrativo femminile. La forma più usata è ceasta. (t.=diese) acel, plurale aceşti; come in romeno, femminile acea, acele: quello, quelli, quella, quelle. (t.=jener) acest, plurale aceşti, pronome dimostrativo maschile, come in romeno: questo, questi. Si dice anche aist, cest ed ist. N.R. In tutti questi casi come un'eccezione la lettera c si pronuncia con un suono che è metà tra ce e z. (t.=dieser) acià: qui (r.=aci, aici) si sente dire anche in Transilvania ed in altre parti della Romania. A Berdo in Istria si dice anche cia che ha lo stesso significato. (t.=nebenbei) acmoce e acmocea: adesso, (r.=acum, amù). (t.=jetzt) acmu: adesso (r.=acum, amù). Acmu si trova anche nei noştri libri più vecchi. Si dice anche acmocia. (t.=jetzt) ac, pl. ace, come in romeno: ago, aghi da cucire, (t.=Nähnadel) adăp, a adăpa, adăpat: dare da bere (r.=adap). (t.=tränke, Ztw.) aduc, a aduce, adus portare (r.=aduc). Sorele nu aduce ploie: il sole non porta la pioggia, mi disse una ragazza di Susnievizza. (t.=bringe) adur, a adurà, adurat: raccogliere (r.=a aduna). Non è usato dappertutto. (t.=sammle) aer: aria (r.=aer). Dicono anche "aria" come gli italiani. (t.=luft) aflu, a aflà, aflat: apprendere, sapere (r.=aflu). (t.=finde) [105] afund, come in romeno: profondo. (t.=tief) aida, (Schitazza): miglio (r.=arisca, irişca). (t.=Hirse) aida, aidcm come in lombardo veneto "andemm, andemmo!" (r.=să mergem, să plecăm!). Si dice altrettanto haida, haidem, come anche nella Dacia Traiana. (t.=auf! gehen wir!) ailţi e alţi: altri (r.=alt). Si usa qualche volta al posto della forma comune aţi o oaţi. (t.=andere) aista, (femm. e masch.), pl. aisti (masch.) e aiste (femm.): questo, questi, queste (r.=vedi aist). (t.=dieser) aist, aista, pl. aisti, aiste questo, questa, questi, queste (r.=aiesta e aiasta in Moldavia) (r.=acesta, aceasta). Vedi acest. (t.=dieser) ai e scalognu, (ital.=scalogno), aglio, (r.=ai) non come aiul in Moldavia e Transilvania cioè usturoi (r.) (aglio), ma una specie di cipolla con spicchi come l'aglio, quello che i transilvani chiamano hajmă che deriva dall'unghere.se hagyma. (t.=Eine Art Zwiebel) aiure, aiurea, come in romeno, avverbio: altrove. (t.=anderswo) ajut, a ajutà, ajutat, come in romeno: aiutare. Più usata è la forma abbreviata jut A Schitazza si usa però la forma lunga. Ad escmpio, Tamolin prima di partire mi ha detto: rog Domnul să vă ajută (non ajute come in lingua romena) (i.=prego Iddio che vi aiuti). (t.=helfe) albira, pl. albire: ape, api (r.=albina). Solamente a Seiane si è conservata questa parola. Arnia, arnie (r.=stup, stupina) non viene usato. (t.=Bine) alerg, a alerga, alergat: correre (r.=alerg). (î.=renne) alţi, vedi at aluat, plurale aluate: pasta, impasto (r.=aluat). Dicono anche: alvat, avlat. (t.=Teig) am, a avé, avut: avere (r.=a ave). Si coniuga am, ai, are, arem, areţi, ar e come ausiliario am, aţi, a e più raramente au e av. Arem, areţi al posto di avem, aveţi, queste forme si usano sotto il Monte Maggiore; invece a Schitazza si usano tutte e due le forme. A Seiane si usano solamente le forme: avem, aveţi, come in romeno. (t.=habe Hulfsztw.) âmblu, a âmbla, âmblat: camminare (r.=a umbla). Questa forma si usa solamente Seiane, negli altri luoghi si usano le forme: a âmnà e a 'mnà. (t.=gehe) amĕnat a Seiane, gli altri dicono mnat e mĕnat, avverbio: tardi (r.=tarziu). Domandando ad un carbonaio cosa vuol dire amĕnat mi ha risposto: Cănd vire cireva seara pre scur: Quando viene qualcuno la sera col buio (r.=Cand vine cineva seara pe intunerec). (t.=spät) a meu, a mea, a mei, a mele, come la forma romena: mio, mia, miei, mie. (t.=mein) amn, a amna e amna, amnat e âmn, âmnat: camminare (r.=a umbla). (t.=gehe) ancă: ancora (r.=anca). Si dice in istroromeno anche encă e inche. (t.=noch) ance: qui (r. aici). D'ancea ed e'ncea: da qui (r.=de aici), pre-ancea: per di qua (r.=pe-aici). Gli istroromeni dicono anche: oancea, pre-oancea, secondo la loro usanza di trasformare a in oa. (t.=hier, von hicr, hier durch) anci: qui (r.=aici), ma più spesso si usano le forme: ancea, pre-anci: per di qua (r.=pe-aci). (t.=hier) angioliţă: gancto (r.=cheotoare, copea). Con la quale si prende o si aggancia un oggetto all'altro, o una parte di un intero alle altre parti. Usato a Schitazza. (t.=Häken, Agraffe) ângust, ângustă: stretto (r.=angust). Rarmente si usa la forma abbreviata gust. (t.=eng) apăr, a apărà, apărat: difendere. Ha due significati: a) difendere qualcuno da qualcosa o contro qualcuno, (r.=a apara pe cineva de ceva or incontra cuiva); b) fermare qualcuno da intraprendere una cosa (r.=a opri pe cineva de la ceva). Esempio: Macar de are intra ţigării in casă, noi nu-li vom apăra: Măgari entreranno gli zingari in casa, noi non li fermeremo. Cosi mi ha detto Brancel di Gradigne. (r.=Măcar de vor intrà) ţiganii in ca.să, noi nu-i vom oprì sau nu le-o vom oprì.). (t.«schützen, wehren) apă-viia: acqua corrente, a Seiane, (r.=apă curgătoare). (t.=fliessendes Wasser) apoi: dopa (r.=apoi). Si dice anche poi. (t.=dann, nacher) apostol, apostoli: apostoli. Si dice come in romeno con riferimento alle persone e ai libri. (t.=Apostel) aprind: accendere (r.=aprind). Si .sente raramente utilizzata anche la forma prind con lo stesso significato. (t.=zünde an) aprope: vicino (r.=aproape). Aprope de mire, de tire, de noi: vicino a me. a te, a noi. Aprope de urul oaltul: vicino l'uno all'altro. Si usa anche prope. (t.=nahe) ar, a arà, arat: come in romeno, arare. (t.=plüge) arăt, a arăta, arătat: mustrare (r.=a arata). Arătavor omirii calea: Mostrare agli uomini la strada, mi ha detto Bracel a Gradigne. (t.=zeige) arbore e arbor, plurale arbori: albero, alberi, come in romeno. Si usa a Seiane. (t.=Baum) ard, a arde, ars: come in romeno, bruciare. (t.=brenne) arel, plurale arele (dal latino anulus o anellus): anello (r.=inel). Questo vocabolo molto vicino a quello latino si è conservato solo a Seiane dove votiţa significa solamente la vera, invece in quegli altri posti votiţa significa la vera ma anche l'anello. (t.=Ring) arete e ariete, plurale areţi: ariete non castrato (lat.=aries) (r.=berbecele ns scobit berbecele taur). Questa distinzione tra ariete e berbece si incontra tra i pastori delle montagne fra l'Ardeal e la Valacchia c nella stessa Valacchia dal fiume Olt fino al fîume Argeş. (t.=Widder) argint: argento (r.=argint). Questo vocabolo si è conservato solo a Seiane. (t.=Silber) aria, vedi aer arma, plurale arme: arma (r.=arma). (t.=Waffe) armez, a armà, armat: armare (r.=a arma). (t.=bewaffne) artijan, plurale atijani: artigiano (r.=meseriaj). (t.=Handwerker)
aşâ: così (r.=aşa), (t.=so)ascund, a ascunde, ascuns: nascondere (r.=ascund). A Schitazza .si usa solamente il vocabolo ascund; gli altri raramente usano il vocabolo intero ma spesso si usa la forma abbreviata scund. (t.=verberge) ascut, a ascutà, ascutat: ascoltare Cr.=ascult). Si sente dire anche ascult a Schitazza. (t.=höre, gehorehe) (fr.=écouter) asigur, a asigura, asigurat: assicurare (r=asigur). V'asigur: vi assicuro, mi ha detto Bracel di Gradigne. Quando parlano con una persona distinta usano la terza persona plurale. (t.=versichere) asir e asiră: asino, asina (r.=asin, asină, măgar). Si incontrano anche oasir e oasiră. II vocabolo "măgar" non è loro conosciuto ma essi sanno che i dalmati ed i montenegrini dicono "magariţ". (t.=Esel) asta, pronome dimostrativo al posto di ceasta: questa (r.=asta). (t.=diese, dieses) astară, la forma abbreviata di astă seară; slasera. (r.=astă seară) - Anche in una parte della Transilvania si usa dire astară. (t.=heut' abend) astă-seară; quesla sera (r,=de seară, astă seară, in seara de astăzi). Si usa anche la forma abbreviata astară come in Transilvania. (t.=huef abend) astăzi: oggi (r.=astăzi) vedi anche azi. (t.=huete) aştern, a aşterne, aşternut: stendere, fare il letto (r.=aştern). (t.=breite aus, mache Bett) at, ata, plurale aţi, ate ed anche ailţi e alţi: altro, altra, altri (r.=alti, alte). Più .spesso si usa oat, oata. N.B. I romeni dell'Adriatico hianno l'usanza singolare di elidere la l, quando è seguita dalla consonante, per esempio ab, al posto di "alb'" (r.) (i.=bianco), cuc al posto di culc (r.) (i.=dormire). (t.=anderer) aţă: filo (r.=aţă de cusut). (t.=Zwirn) ata-ieri: l'altro ieri, e altă ieri. Vedi at, ata (r.=alaltă-ieri). (t.=vorgestern) ată-votă, oată-votă: un'altra volta (r.=altă-dată). Vedi vota. (t.=ein andermal) atutrat e oatutrat: un'altra volta (r.=akă-dată). (t.=ein andermal, sonst) aud e avd: udire (r.=aud). (t.=höre) aur: oro (r.=aur). E' rimasto solo a Seiane. (t.=Gold) avd, vedi aud avlat, vedi aluat azi, astăzi: oggi (r.=azi, astăzi). (r.=heure) |
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This page compliments of Marisa Ciceran Created:
Sunday,
April 30, 2006; Last updated: Monday July 23, 2007
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