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Genaro Zapador

Siamo all'inizio dell'anno e cominciamo con alcuni proverbi - diffusissimi in tutta la penisola istriana - che servono bene da introduzione. Si dice:

Ano de erba,
ano de merda.
*
Ano de neve,
ano de pan.

Con riferimento particolare al mese primogenito, sentiamo invece dire:

De genaio va sul monte:
se ti vedi verde, piansi forte,
se ti vedi el teren nudo, canta!

Il significato di questi tre primi proverbi ci sembra abbastanza chiaro: la natura non deve far salti. Un inverno caldo (campagna verde) porterebbe una primavera fredda, e allora sarebbero guai. Se i prati si coprono di verde nei primo mese dell'anno, il raccolto si preannuncia scarso:

Se de zenaro l'erba cressi,
duto l' ano no la ressi.

Con la variante che dice, in lingua piùl «pulita»:

Erba de genaio,
giazzo e tredo de maio.

E poiché l'eventualità di un gennaio «verde» non va esclusa, ecco il consiglio, cioè il proverbio all'uopo:

Se l'erba nassi de zenaro,
chi ga gran,
che lo meti in granaro.

Faccia, cioè, risparmio, per far fronte alle conseguenze del magro raccolto. Per essere un mese a posto, gennaio deve genarizar (o genizar): essere se stesso, perchè:

Se genaro no genariza
(e febraro no febrariza)
marzo genariza, febrariza e matiza.

Come dire: se gennaio ( vale pure per febbraio) fa bel tempo, sarà marzo a sfogarsi per tut~i con un tempo brut to da cani.

Gennaio, perchè tutto vada bene, deve essere nudo e polveroso, asciutto e ventoso:

Genaro seco,
vilan rico.
*
La polvere de genaro
impinisse el granaro.

Si auspica, inoltre, un'abbondante caduta della neve, perche:

La neve ingrassa la tera.

E serve a preservare il terreno da tutte le intemperie:

La neve de zenaro
par la lera xe bon labaro.
*
Solo la neve sta la farina.

Neve sì, ma non ghiaccio, perchè, a dirla con i Rovignesi:

Zuta la nìo criso el pan,
zuta el giasso sa cripa de fan.

Cioè: sotto la neve cresce il pane, il grano, ma sot to il ghiaccio cresce la fame. Concetto sintetizzato a Pirano col proverbio:

Solo neve - pane,
solo piova - fame.

Per quanto riguarda la pioggia c'è il proverbio:

Poca aqua de zenaro,
assai vin;
assai aqua, poco vin.

La variante pill metaforica si esprime c'osì:

Zenaro imbriago,
selembre sincier.

Gennaio, oltre ad essere il mese zapador, è anche seminatore. A Parenzo si dice:

Sant'Antonio abà,
ciò la sapa e va a sapà.

Inoltre, consigliano di seminare subito l'orzo e l'avena, senza aspettare altre stagioni:

Colezi oro e arzento
chi semina l'avena in genaio;
colezi vento
chi la semina in maio.

A Dignano il padre consiglia al figlio:

Feiio, ciote premura a semena l'orgio:
da genaro al ven cun tri gambe,
da tebraro cun dui
e da marzo cun dòuna.

Il medesimo consiglio si da a Capodistria agli ortolani, per seminare l'aglio:

Chi vol bon ajo,
lo impianti in genajo.

A Parenzo dicono lo stesso cpn altre parole:

Genaio,
el cul pien de aio.

L 'antica consuetudine di indicare i giorni dell'anno con il nome dei santi, si riflette nei proverbi. In Istria, dove il clima e relativamente mite, grazie soprattutto al mare che bagna la penisola, usano ricordare in particolare il barbuto Sant'Antonio Abbate (17 gennaio), il vecchio canuto eremita San Paolo (15 gennaio), il frezzato San Sebastiano (20 gennaio) ed il mitrato San Biagio (3 febbraio) per dire che con illoro avvento la parte più brutta dell'inverno, è passata. Ad Albona si recitano questi versi:

El barbuto, el canuto,
el frezzato, el mitrato:
e l'inverno se n'e andato.

Si ricorda pure Sant'Agnese, il cui giorno e il 21 gennaio, per dire:

Santa Gnesa:
el sol per ogni ciesa.

Capita addirittura, non tutti gli anni però, di veder spuntare le viole verso la fine del mese, ed allora si ricorre ancora una volta al nome di un santo, Bastiano (20 gennaio), per dire:

San Bastian
co la viola in man;
se nol vien co la viola,
el vien co la tremariola.

O con la bora, nella variante rovignese. A Portole, dove il senso critico sembra 25maggiormente sviluppato, ci credono assai poco alle viole di gennaio, sicche recitano:

San Bastian co la viola in man:
andela anc\o a trovar la viola se xe boni!

Per non far torto agli uomini di mare, concludiamo con due proverbi di pescatori.
In gennaio si pescano molte orate, sicche a Parenzo dicono:

Pasqua Epifània,
le orade perdi I'anema.

Di granchi, invece, ce ne sono pochissimi e, dicono i Rovignesi, un pion (granchio) si vende caro quanto un asino (samier):

Da zanier,
oun pion val oun samier.

Tratto da:

  • Giacomo Scotti, I Mesi dell'Anno nei Proverbi Istriani - ano de neve, ano de pan. Edizione LINT (Trieste, 1972). All rights reserved.

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Created: Thursday, February 10, 2000; Last updated: Sunday, March 18, 2012
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