Short Stories and Humor
Literature


I Re Magi

C'era una volta una donna che aveva tanti figli, tutte femmine. Quando le ragazze furono cresciute, in casa erano in troppi. Una volta, la madre arrabbiata gridò: "Se viene il diavolo in persona, si prenda quella che vuole!"

Sentite quello che successe poi. Una domenica venne da loro un signore molto elegante, in una bella carrozza, aveva un cappello elegante, un vestito elegante, anche le scarpe aveva e guanti bianchi. L'uomo chiese alla madre: "Allora, quale mi dai?" La madre rispose: "Prendi quella che vuoi!" E lui si scelse la più bella, la minore. La mise sulla carrozza e fece partire al galoppo i cavalli neri.

Alla ragazza sembrava un po' strano e si mise ad osservarlo. Quando furono già lontani da casa, all'uomo si sfilò un guanto dalla mano e lei vide che aveva unghie molto lunghe e nere. E ogni qualvolta passavano vicino ad una chiesa o ad una cappella, egli spingeva al massimo i cavalli e guardava dall'altra parte. Ecco, adesso sapeva chi era quell'uomo. Era il diavolo in persona. "No", disse tra se, "non sarò moglie del diavolo!" Mentre passavano attraverso un bosco, saltò dalla carrozza e cominciò a correre tra i cespugli. E l'uomo, il diavolo, non potè seguirla, perchè aveva la carrozza e così lei gli sfuggì.

La ragazza uscì dal bosco e vide un mendicante. Gli chiese di darle il suo vestito sporco e stracciato e lei gli avrebbe dato il proprio. Al mendicante ciò sembrò strano e non volle darle i suoi stracci. Le disse: "Perche' ti prendi gioco di me ?" Ma, quando lei lo pregò con gentilezza e si inginocchiò davanti a lui e il mendicante vide che piangeva, ne ebbe pietà e si scambiarono i vestiti.

E così la ragazza non sembrava più una donna, ma un uomo e andò da un contadino a chiedergli se la prendeva come servo.

Il contadino la guardò e disse: "Va bene, ti prendo.  La ragazza serviva da questo contadino già due anni e il contadino era contento, perchè aveva un buon servo. Ma il terzo inverno il servo si ammalò gravemente; aveva la febbre alta e perse conoscenza. Il contadino, che voleva bene al servo, mandò a chiamare un medico. Ma quando il medico visitò il servo, vide che non era un uomo, ma una bella ragazza giovane. E lo disse al contadino. Questi si meravigliò e quando la ragazza guarì fu vestita da donna e tutti la guardavano quanto era bella. Bella come la rugiada. Il figlio maggiore del contadino se ne innamorò immediatamente e presto vi furono le nozze. Tutti erano contenti, cantavano e ballavano, bevevano e mangiavano solo squisitezze.

Passò un anno e l'uomo, il marito della ragazza, ricevette l'ordine dall'imperatore di andare soldato. La giovane donna rimase sola. Dopo la partenza del marito diede alla luce tre maschi belli e robusti. Subito scrisse al marito: "Ho partorito tre maschi!" Diede la lettera alla serva e le disse: "Non devi mostrare a nessuno che cosa scrive nella lettera! Hai capito? A nessuno!"

E la serva andò con la lettera alla posta e incontrò un vecchio. Il vecchio le chiese che cosa avesse in mano e le disse di mostrargli quello che portava. Lei rispose: "Non ho niente!" E proseguì velocemente per la sua strada. Incontrò poi un cacciatore e questi le chiese che cosa portasse. Lei rispose: "Niente. Il Lui le disse: "Su, mostra!" Lei fece cenno di no e continuò per la sua strada.

Arrivò così al bosco. Lì incontrò un bel ragazzo. Anche lui le chiese dove andasse e cosa portasse. Il ragazzo piaceva molto alla serva e lei gli mostrò la lettera. Il bel ragazzo prese la lettera, vi soffiò dentro e la serva udi un fischio strano e acuto. Si spaventò un pò, ma siccome non successe niente di grave, prese la lettera e andò alla posta. Il ragazzo le camminava dietro ridendo.

Dunque, la lettera attraversò monti e valli e arrivò nella città dove quell'uomo faceva il militare. Questi aprì la lettera e lesse:

"Ti ho dato tre figli maschi - tre cani neri!"

Il giovane uomo si arrabbiò moltissimo, prese la penna e scrisse ai suoi amici cacciatori:

"Uccidete tutti e tre i miei figli e come prova mandatemi i loro occhi!"

La lettera volò nuovamente attraverso valli e monti e arrivò al suo villaggio. I cacciatori, terribili e selvaggi, lessero la lettera, presero i fucili, andarono dalla bella donna e gridarono:

"Dove sono i tuoi figli?" Lei cominciò a piangere, si inginocchiò davanti ai cacciatori e li pregò umilmente: "Lasciate i miei figli, uccidete tre cani neri, mandate a mio marito i loro occhi, e io andrò con i miei figli nel bosco buio, non tornerò più, nessuno mi vedrà mai più."

I cacciatori ebbero pietà di lei, uccisero tre cani neri, mandarono i loro occhi a suo marito, e lui pensò che fossero gli occhi dei suoi tre figli - cani. La donna prese i suoi figli e andò con loro lontano nel bosco. Lì nella solitudine si costruì una casetta di rami e paglia e lì vissero in solitudine, nessuno li vide mai.

Sentite che cosa successe poi! Passarono sette anni, l'uomo tornò a casa dall'esercito dimentico da tempo della moglie che gli aveva partorito tre figli - tre cani neri. E un giorno andò a caccia e si perse nel bosco. Errò per tre giorni. Quando stava per scendere la notte, vide una luce e vi si diresse. Arrivò ad una casetta e vide una donna e tre ragazzi. Tutti erano senza vestiti, avevano addosso solo pelli di pecora. L'uomo era bagnato ed affamato e chiese alla donna selvaggia se poteva riposarsi un po' da lei ed asciugarsi i vestiti. Lei gli disse di sì, e lui si tolse i vestiti, lei gli diede una scodella colma di latte caldo, lui bevve e poi, stanco, si addormentò. Stava seduto vicino al fuoco e mentre sonnecchiava, gli cadde il cappello dalla testa. La donna, quando vide ciò, disse al figlio: "Baldassare, raccogli il cappello al padre!" L'uomo sentì e si meravigliò. potè udire, perchè non dormiva profondamente, ma sonnecchiava soltanto. Il ragazzo raccolse il cappello e glielo mise nuovamente in testa. L'uomo che adesso faceva finta di dormire, fece di nuovo cadere il cappello. La donna disse nuovamente: "Oscar, raccogli il cappello al padre!" Poi il cappello cadde per la terza volta e la donna ordinò nuovamente: "Melchiorre, raccogli il cappello al padre!"

"Cosa significa questo adesso?!" pensò l'uomo e chiese alla donna: "Senti, chi sono questi ragazzi?" Lei gli rispose: "Questi sono i tuoi figli - cagnolini!"

Lui cadde in ginocchio, cominciò a piangere forte e le chiese umilmente di perdonargli. Lei gli rispose:

"Tu sei mio marito e lo rimarrai fino alla morte. " Poi gli raccontò tutto del diavolo e come il diavolo avesse soffiato nella lettera e avesse fatto tanto male e quella grande disgrazia.

L'uomo andò il mattino seguente a casa, lì prese i vestiti per la moglie e per i figli e poi li riportò tutti a casa. C'era tanta gioia, ballarono nuovamente, bevvero e furono contenti. Ma la moglie non visse molto a lungo. Sul cuore le si formò una piaga per il gran dolore passato. E presto morì. I figli crebbero ed ognuno andò dalla propria parte del mondo. L'uomo che aveva fatto tanto male alla propria moglie, morì anch'egli.

Passarono nuovamente tanti anni e i figli avevano già cinquant'anni e più, ognuno divenne re nel paese in cui viveva. Una notte videro una grande stella cadere sulla terra. Non sapevano che quella notte era nato Gesù. " Ma si alzarono ugualmente e si misero in cammino, perchè sentirono una voce che gli disse:.

"Alzatevi, ognuno prenda il proprio regalo e andate lì, dove brilla quella stella!"

Obbedirono e andarono e si incontrano al crocevia. Qui si riconobbero e poi andarono insieme a Betlemme. Quando vi arrivarono, si inchinarono a Gesù e fu così: il primo gli diede l'Incenso, il secondo gli diede l'Oro e il terzo la Mirra.

Adesso sai chi furono i Re Magi, come nacquero e come vissero.

Tutto questo è la pura verità.

Tratto da:

  • Oktavio Savron di Abitanti, "I re Magi", traduzione dallo sloveno da Tanja Rogovic-Bicic, trascritto da Marjan Tomsic, illustrazioni da Martin Bizjak, Jurina i Franina, Rivista di varia cultura istriana, N. 52, inverno 1992, Libar od Grozda (Pula), p. 68-70.

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This page compliments of Marisa Ciceran

Created: Wednesday, December 06, 2000; Last Updated: Wednesday, July 25, 2007
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