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Piccola rassegna delle navicelle e delle barche locali [Tratto da Aldo Cherini & Paolo Valenti, Il mare di Trieste e dell'Istria, Associazione Marinara "Aldebaran", Edizioni Luglio (Trieste, 2004)] Pochi anni sono bastati, a partire dalla seconda metà del secolo, per relegare nel dimenticatoio quasi tutta quella serie di piccoli bastimenti, di navicelle e di barche da trasporto e da pesca, che hanno rappresentato la spina dorsale delle attività minute lungo le coste adriatiche, con caratteristiche inconfondibili per l'occhio almeno un po' esercitato. Strumenti di sudato lavoro a conduzione per lo più familiare, questi natanti hanno rivestito un ruolo di non scarsa importanza per le loro caratteristiche costruttive, per la capacita di essere presenti ovunque, per il ruolo economico modesto ma insostituibile rappresentato in seno alle popolazioni rivierasche, che dal mare hanno saputo trarre, sin da tempi immemorabili, i mezzi per vivere con una operosità e una fedeltà esemplari, oggi inconcepibili, non disgiunti da aspetti folcloristici e culturali di grande interesse, degni di quel ricupero conoscitivo al quale fortunatamente assistiamo già da alcuni anni da parte di studiosi qualificari e di appassionati cultori della civiltà materiale marinara.
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This page compliments of Aldo Cherini, Marisa Ciceran & Pietro Valente Created Thursday,
January 20,
2005; Last updated:
Saturday, September 08, 2007
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