|
IL RESOCONTO DI MARIO
LORENZUTTI DAL RADUNO DI CHATHAM [2007]
Ierimo, semo e saremo
Ciao Giuliani, Istriani Fiumani e
Dalmati; siamo da poco tornati dalla ridente cittadina di Chatham.
L’occasione era di celebrare i 50 anni dell’arrivo delle nostre
genti Giuliane in questa parte del Canada. Tutto è stato
organizzato a puntino, l’entusiasmo era grande. Il venerdì sera
era stata allestita una mostra sull’arrivo della nostra gente in
Canada. Ricordi, tanti ricordi, tante fotografie sbiadite nel
tempo, ma che hanno un posto particolare nel cuore di tutti.
Direttamente da Trieste era presente la nostra Viviana
Facchinetti, che dopo aver pubblicato la storia della nostra gente
in Australia, ha voluto dedicare anche un libro su di noi istriani
in Canada. Emozioni e ancora emozioni.. Naturalmente pensando
anche a quelli che non sono più con noi ma che con il loro lavoro
hanno contribuito al portare alto il buon nome della nostra gente.
Dobbiamo dire anche che è stato pubblicato un libro ricordo per
l’occasione che è stato poi distribuito a tutti i presenti: quasi
un riassunto di tutto quello che è successo in questi 50 anni. E
non è stato poco: tante belle foto e tanti traguardi raggiunti con
tanto sudore.
Sabato mattina ci siamo ritrovati tutti davanti al municipio di
Chatham per l’alza bandiera. La nostra "Capretta istriana" veniva
issata sul pennone del municipio. È stato un grande onore e una
grande emozione vedere la bandiera della nostra piccola Istria
sventolare accanto alla bandiera canadese. Grazie Canada per
questa opportunità, noi e i nostri figli ve ne saremo sempre
grati. Gli onori di casa son stati fatti dal sindaco della
cittadina, in presenza di una "Giubba Rossa "in alta uniforme. Il
tutto accompagnato dall'Inno dell’Istria. Neanche a dirlo eravamo
numerosi. Ho notato tanta emozione tra tutti. Presenti anche tutti
gli ospiti invitati per l’occasione: da Trieste: DarioLocchi,
Presidente dei Giuliani nel Mondo, il nostro cappellano onorario
don Giovanni Gasperutti, esule capodistiano, la giornalista
Viviana Facchinetti e altri. Il principale oratore è stato il
nostro “commissioner” Julian Fantino, venuto apposta da Toronto
per l’occasione. Elemento di spicco che gode di una grande
reputazione e che conosce molto bene la nostra storia essendo un
emigrante anche lui dal vicino Friuli.
Dopo la cerimonia dell’alza
bandiera ci siamo recati tutti assieme nella vicina chiesa di St.
Joseph, dove il nostro cappellano onorario, don Giovanni
Gasperutti, ha celebrato la Santa Messa. Grazie Don Giovanni, per
aver fatto vibrare i nostri cuori, con parole d’amore e
fratellanza.
Ho notato molti occhi lucidi, si
sa, quando si parla della nostra terra, si ritorna di colpo a
casa. In un attimo si vedono i nostri paesi, le nostre chiese, i
nostri cimiteri, i nostri ricordi di vita, lontani sì ,ma mai
dimenticati.
Un vicino di banco mi ha detto:
“Sai, 50 anni fa mi trovavo proprio in questa chiesa assieme ai
miei genitori e a mio fratello. Eravamo appena arrivati da
Trisete, in questo paese straniero,senza soldi , senza lavoro,
senza parlare la lingua. E ci chiedavamo: come faremo? Mia madre
non si perse d`animo e disse: “Andiamo in chiesa e pregheremo la
Madonna: Lei non abbandona mai nessuno”.
Cinquant’anni dopo questo signore è
diventato un uomo di successo, lavorando duro, senza avere mai
dimenticato le proprie origini e gli insegnamenti ricevuti in
famiglia. Questa è la nostra gente: gente tenace, seria e con
tanta voglia di lavorare. Nessuno ha chiesto niente a nessuno,
tutti si sono dati da fare onestamente, tutti si sono sistemati.
Dobbiamo dire tante grazie a questo Grande Paese per averci dato
l’opportunità di risorgere.
La sera al Gran Gala eravamo quasi
400 persone venute per l’occasione da diverse parti del Canada.
Commovente l’entrata delle nostre bandiere, alle note dell’Inno
canadese e italiano. Da notare anche i vari attestati di stima e
telegrammi ricevuti dal Primo Ministro canadese Steven Harper,
dall’ambasciatore italiano Gabrielle Sardo, dal vescovo di Trieste
Eugenio Ravignani, dal Premier dell’Ontario, Dalton McGuinty e
altri ancora. E per finire il nostro immancabile “Va pensiero”,
che fa sempre venire i brividi alla nostra gente. Poi i saluti di
circostanza delle autorità presenti, la benedizione del cibo da
parte del nostro don Giovanni, una cena sontuosa, divertimento e
ballo con tanta musica istriana e, tanto ma tanto ciacolar nel
nostro bel dialetto. Son passati 50, anni molte cose sono
cambiate, ma il cuore di tutti è rimasto sempre istriano. Un
ringraziamento particolare va a tutto il Comitato della Lega
Istriana di Chatham e al suo presidente Antonio Perini, che si
sono prodigati per mesi per far sì che questo Raduno diventi un
successo. E così è stato. Ierimo, semo e saremo.
Mario Lorenzutti, canadese,
esule istriano.
Tratto da:
- "istria-talks" discussion forum
- republished September 8, 2007 in La
Voce del Popolo, Esuli e Rimasti
- Phograph courtesy of Franca and Mario
Lorenzutti
|