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Films Set in Istria or Surrounds or with Istrian Characters

  • 1949 - La città dolente (Italian, 80 min.), aka City of Pain (USA, 1951, 110 min.), is based on a true story occurring and filmed in Pola, Istria. Producer: Scalera film. Regia (directors): Mario Bonnard, per la parte documentaristica Enrico Moretti; sceneggiatura (Screenwriter): Anton Giulio Majano, Aldo De Benedetti, Mario Bonnard and Federico Fellini; produzione (producer): Scalera Film; fotografia (Cinematographer): Tonino Delli Colli; Operatore: Riccardo Pallottini; Scenografia e costumi: Mario Rappini; Musica: Giulio Bonnard; Fonico: Tullo Parmeggiani, Enrico Palmieri; Montaggio: Giulia Fontana; Aiuto regia: Alberto Cardone, Ermete Tamberlani; Organizzazione generale: Francesco Alessandri; Direttore di produzione: Franco Magli; Ispettore di produzione: Francesco Palaggi; Segretario di produzione: Aristodemo Petri; interpreti (cast): Luigi Tosi (Berto), Barbara Costanova ( Silvana), Gianni Rizzo (Sergio), Elio Steiner ( Martini), Gustavo Serena (il frate francescano - the Franciscan friar),  Raimondo Van Riel ( don Felice), Milly Vitale ( Maria), Attilio Dottesio (il fuggiasco), Ivo Karavany (the Slav spy), Felice Minotti (Maria's father), Aristide Garbini ( Cesare), Pina Piovani (una esule), Fedora Ratti, Anita Farra, and Constance Dowling (Lubitza, pictured right).

    Luigi Tosi, best known to American audiences as the priggish romantic lead in Laurel & Hardy's final feature Atoll K (1951), heads the cast of the Italian City of Pain. The film is set in the border town of Pola. In 1947, the citizens of this tiny community were given a choice: either head to the Italian side of the border, or become part of Yugoslavia. Among those who elect to stay (at least according to this film) is a young husband and father (Tosi) who is loyal to the Tito regime. In order to make certain that his wife and child will make it to Italy safely, the young man agrees to sleep with communist official Lubitza (played by American actress Constance Dowling). This sad little fable was originally released in Italy as La Citta Dolente. ~ Hal Erickson, All Movie Guide.

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    In seguito alla decisione di Parigi, Pola viene attribuita alla Iugoslavia. Molti polesani lasciano la città; mentre gli emissari jugoslavi, cercano, con lusinghe, di trattenere quanti più cittadini è possibile [questa ultima dichiarazione non è storicamente verificata]. In questa ambiente, Berto, giovane operaio cade nella rete e malgrado le preghiere della moglie, preoccupata per l'avvenire del loro figlioletto, opta per la Iugoslavia, sedotto dall'idea di divenire il padrone dell'officina, nella quale lavora. Ma ben presto dovrà pentirsi amaramente della decisione presa. I macchinari vengono confiscati dal governo jugoslavo e la città, ormai semideserta, non offre possibilità di guadagno. Per l'intervento di una jugoslava, funzionaria del partito comunista, Berto riesce a far partire per Trieste la moglie col bimbo, che ha bisogno di cure. La jugoslava vorrebbe fare di Berto un propagandista del partito, e intanto si dà a lui, cercando di sedurlo; ma passata l'ebbrezza, l'uomo inveisce contro il governo, e viene arrestato e inviato in un campo di concentramento. Con l'aiuto di un sorvegliante, già suo amico, Berto riesce a fuggire. Dopo aver vagato per la campagna, raggiunge la costa, e trovata una barca, si mette a vogare di buona lena, dirigendosi verso la costa italiana; ma la raffica di un mitragliatrice jugoslava lo uccide.[Il trama cortesia di Mario Lorenzutti]

    Reviews:

    Pola, il film dimenticato degli italiani senza patria
    La città dolente: requiem per Pola (1949)
    Restauro di una "città dolente"
    Alessandro Cuk, La città dolente

  • 1954 - La Campana Di San Giusto. Cast: Gaby Andrè (Cinzia De Rionero), Andrea Checchi (Roberto), Giusva Piero Lulli  (Bruno Visentini), Roldano (Lupi Maggior Von Rudolf), Franco Pastorino (Paoletto), Mirella Uberti (Stella), Mario Amendola (Jacobs Irving), Ciccio Barbi, Silvana Fabbri, Leo Garavaglia, Renato Malavasi. Regia: Mario Amendola, Ruggero Maccari Sceneggiatura: Mario Amendola, Ruggero Maccari. Genere: Guerra 

    Nel 1917, poco prima dell'offensiva italiana, i patrioti triestini attendono con ansia il giorno della liberazione. Roberto, che ha in moglie Cinzia di Rionero, figlia di un vecchio patriota, viene richiamato alle armi. Non volendo a nessun costo vestire l'uniforme austriaca, Roberto passa il confine con l'aiuto dei patrioti, tra i quali è il cieco Paoletto, cantore di patriottiche canzoni, innamorato di Stella, la sorella minore di Cinzia. La villa di quest'ultima viene in parte requisita dal comando austriaco, che vi alloggia degli ufficiali. Intanto a Roberto, che milita ormai nell'esercito italiano, è affidato il compito di distruggere due trasporti di munizioni nel porto di Trieste. Compiuta l'impresa, Roberto, che è rimasto ferito, riesce a raggiungere la sua villa, nella quale prenderà contatto col patriota Bruno Visentin, entrandovi nella veste di ufficiale austriaco. Un altro ufficiale, il maggiore Von Rudolf, scoperta la presenza di Roberto, se ne serve per ricattare Cinzia, alla quale fa la corte. Interviene tempestivamente Roberto; ma le cose si mettono male per lui e per Visentin. Nel frattempo i bersaglieri italiani sono entrati a Trieste: una fucilata italiana uccide Von Rudolf, che stava per sopprimere Visentin. Una palla austriaca colpisce Paoletto, che muore tra le braccia di Stella. Questa potrà seguire liberamente l'impulso del cuore, che la spinge ad amare Visentin.

  • 1954 - La mano dello straniero, aka The Stranger's Hand (Italy / UK), from the novel Graham Greene, drama. Director: Mario Soldati, drama. Producer: John Stafford, Peter Moore, Graham Greene for Rizzoli film (Roma) Milo Film (Roma) and Stafford and Moore (London). Runtime: 98 min.

    Cast: Alida Valli (Roberta Gleukovich), Richard Basehart (Joe Hamstringer), Trevor Howard (Maggiore Court), Richard o'Sullivan (Roger) and Edward Ciannelli (Doctor Vivaldi). 

    This mystery is adapted from a Graham Greene novel and begins as a British spy arranges a meeting with his son, whom he hasn't seen in four years. They are to meet in Venice, but unfortunately, the spy is unable to make the appointment. The boy then gets a mysterious call from his father breaking their date. Meanwhile, a compassionate hotel receptionist [Alida, as an Istrian refugee] convinces her American lover to help the boy find his father. The boy friend investigates and discovers that the boy's father had found a fellow spy in trouble and was captured and drugged while trying help him. Both of the British spies are then placed on a boat and sent to Communist Europe where the police cannot catch them. Fortunately, the brave Yankee devises an ingenious plot to save them. ~ Sandra Brennan, All Movie Guide

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    Da un soggetto di Graham Greene elaborato da Guy Elmes e Giorgio Bassani: Roger, bambino inglese di otto anni, arriva a Venezia per raggiungere il padre, ufficiale del controspionaggio, che, prima di riuscire a incontrarlo, è rapito. Roger viene preso in custodia da una profuga istriana. Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva.

  • 1957 - La ragazza della salina (Italian). aka Harte Männer, heiße Liebe (1957) (West Germany, aka Harte Männer, heiße Liebe - Mädchen und Männer (1957) (West Germany), aka Mädchen und Männer (1957) (West Germany), aka Sand, Love and Salt (1957) (USA). Runtime: 94 min. Country: West Germany, Italy and Yugoslavia; language: Italian; director: Frantisek Cap; Writer: Johannes Kai; starring Marcello Mastroianni (Piero), Jester Naefe (Vida), Trude Hesterberg (Mother Vida) and others. The story is set in the saltpans and around Piran.

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    Marcello Mastroianni in the 1950s.

    La trama è molto semplice: un ragazzo dell'isola si innamora di una bella ragazza della costa, senza genitori e con due fratelli minori a carico, ma non lo vuole manifestare e perciò fa lo spaccone, la ragazza teme che l'amato si prenda gioco di lei. Dopo molte avventure e peripezie i due riescono a rivelare i propri sentimenti. L'aspetto più interessante, comunque, è proprio l'ambiente in cui si svolge l'intera storia: vale a dire a Pirano e negli stabilimenti saliferi della zona.

    È interessante sottolineare che nel film non viene mai citata la località in cui agiscono i personaggi. La storia potrebbe, così rappresentare qualsiasi paese dell'Adriatico (unica citazione viene concessa nella scena in cui i salinari si recano al lavoro, traslocando con tutte le loro masserizie, qui infatti viene menzionata la regione).

    Il film ha comunque un significato storico ed etnografico di notevole importanza, poiché all'epoca delle riprese le saline erano ancora in piena attività, le casette dei salinari si presentavano ancora nelle loro forme originarie, le pompe a vento lavoravano ancora negli stabilimenti saliferi, insomma tutto era al proprio posto.

    E la storia del film si inserisce perfettamente nel mondo dei salinari, sfruttando nel migliore dei modi quella "scenografia naturale" che ha reso realistica la vicenda in tutti i suoi segmenti.

    Al termine della proiezione si è aperto anche un piccolo dibattito al quale hanno partecipato testimoni di una vita trascorsa nelle saline, ricordando il lavoro svolto nelle stesse nonchè il contrabbando del sale, soprattutto in tempo di guerra e quindi di carestia.

    Tutti hanno confermato che il film rappresenta fedelmente quel mondo che non è sufficientemente valorizzato anche se rappresenta una momento importante di storia locale ma anche di storia adriatico-mediterranea.

  • 1957 - La grande strada azzurra, aka Squarciò, aka Die große blaue Straße, aka Un Denomme Squarcio, aka The Wide Blue Road (Italy / France / West Germany / Yugoslavia), from the novel Squarciò by Franco Solinas, drama. Director: Gillo Pontecorvo alias Gilberto Pontecorvo, drama. Producer: Maleno Malenotti for Ge.S.L. Cinematografica / Play Art / Eichberg / Triglav. Released by Image Entertainment. Italy (Italian), 1957. Runtime: 99 min.

    Cast: Alida Valli (Rosetta), Yves Montand (Squarciò), Francisco Rabal (Salvatore), Federica Ranchi (Diana), Umberto Spadaro (il maresciallo), Mario Girotti [Terence Hill] (Renato), Peter Carsten (Rivo), Giancarlo Sobbone (Antonio), Ronaldino and Jamez Verhoven. Other writing credits: Ennio De Concino, and Gillo Pontecorvo. [Review

    Squarcio (Montand) is a simple fisherman who makes a better living than the other men in the village - who obey the law and fish with nets - by using dangerous homemade bombs. The men tolerate his breaking the rules because he fishes far from the village. But the new coast guard captain is determined to catch him. Though Squarcio is committed to providing a better life for his wife, Rosetta (Alida Valli), and their children, he refuses to join a new cooperative that allows the fishermen to set a fair price for their fish. Squarcio insists on standing apart. While Squarcio is portrayed as an admirable individualist, Pontecorvo's sympathies, as shown later in both The Battle of Algiers and Burn, clearly lie with the men trying to get a better life for everyone through cooperation - breaking the cycle of exploitation created by the "every man for himself" ethos of Squarcio.

    Filmed in Istria in the coastal towns of Umag (Umago), Vrsar (Orsera) and Rovinj (Rovigno). The film made its United States theatrical premiere in a restored print, prompted by the efforts of Jonathan Demme and Dustin Hoffman who presented it at Lincoln Center in New York on June 6, 2001. ...this film is a typically introspective European family drama. In many ways it offers the same story as "The Old Man and the Sea" only with a greater sense of purpose and culture.

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    This film is a moving neorealist drama that uses lush color photography. Working in the style of Rossellini, Pontecorvo uses non-professional actors in all but the star roles, authentically capturing the look and feel of the lives of impoverished fisherman in Sicily. The very definition of a "character-driven" drama, The Wide Blue Road is lushly-photographed in color, offering the most gorgeous depiction of the Adriatic Sea ever put on film [Istria!], and boasts a set of performances - Montand as well as Alida Valli - that are simultaneously sublime and forceful. It's all a testament to Pontecorvo's uncanny ability to bring into harmony elements that might otherwise risk overwhelming each other.

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    Dal romanzo Squarciò di Franco Solinas: storia di un pescatore di frodo, simpatico ma egocentrico, che pesca con le bombe. Comprando una barca sequestrata, si inimica i compaesani. Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. Prima coproduzione con la Iugoslavia.

  • 1959 - Arrangiatevi!  (Italian) Regia: Mauro Bolognini Soggetto: dalla commedia “Casa nova… vita nova” di Matteo De Majo e Vinicio Gioli Sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi Fotografia: Carlo Carlini Musica: Carlo Rustichelli Produzione: Riama/Cineriz Durata: 105’ B/N - Colore: b/n Interpreti: Totò, Peppino De Filippo, Franca Valeri, Laura Adani, Marcello Paolini Distribuzione: Domovideo Genere: commedia

    Dopo una lunga convivenza coatta con una famiglia di istriani, Peppino e la sua numerosa famiglia sono alla ricerca di un nuovo alloggio. Lo troveranno presso una ex “casa chiusa”, provocando la derisione dei vicini. [more]

  • 1963 - From Russia with Love director: Terence Young; cast: Bernard Lee, Daniela Bianchi, Lotte Lenya, Pedro Armendariz, Sean Connery, Robert Shaw. This is the second Bond movie and possibly the very best. It takes us from Venice to Moscow, Istanbul, Zagreb and Istria.

    Bond is sent to Istanbul to investigate the killing of British agents, and is aided by his friend, the Turkish patriarch, Kerim Bey, who helps him to find out more about the enemy agents and what they are up to, as well as introducing him to the pleasures of Turkey, which include some gorgeous Roma (gypsy) girls, one of whom does a stunning belly dance, and two who engage in a savage dual for the love of the same man.

    Bond must battle Bulgarian and Soviet gunmen, and the agents of SPECTRE, such as the well built killer, Red Grant (Robert Shaw), and a frightening assassin, the vicious and androgynous freak, Rosa Klebb ((Lotte Lenya), who has fatally venomous spikes that come out of her shoes before she delivers a fatal kick...ouch!

    Most of the movie, Bond spends with lovely Russian agent Tatiana Romanova (Daniella Bianchi) which provides the romance interest. Tatiana is a Russian defector who smuggles the plans of the Russian security building to Bond, he plans the theft of the lektor. It is successful, and Bond, Tatiana and Bay head for Trieste on the Orient Express. However, Bay is killed by the SPECTRE agent. When he tries to kill Bond, Bond defeats him using his trusty briefcase, then uses his getaway plan to escape. Leaving the train on a flower delivery truck, they then board a power boat and Bond asks Taniana to pull out the boat's maps. He opens one and says, "Yes, we are here. Near Istria...."

    Much of the saga takes place on the Orient Express from Istanbul, through Yugoslavia, and ending in Trieste, Italy. Lots of exciting battles on all sorts of terrain, as Bond must kill or be killed. This one sets the tone for the subsequent Bond action/espionage dramas, and has the charm which some of the latest bond movies lack. But then so the 1960/70's had the charm which today tragically lacks.[Review by Gary Selikow of Johannesburg, South Africa, August 12, 2004 for Amazon.com]

  • 1968 - Veli Joze (Yugoslavia, TV film). Directed by Mirjana Samardzic; Writing credits: Vladimir Nazor, based on his novel Veli Joze.
  • 1970s - Bijeli Jelen (Yugoslavia, 3-part TV serial), from the book by Vladimir Nazor. Music composed by Arsen Dedić.
  • 1996 - La frontiera (Italy), directed by Franko Giraldi. Writing credits: Franco Giraldi and Franco Vegliani (novel). Producers: Marco Gallo, Enzio Giulioli and Mariella Li Sacchi. Cast: Raoul Bova (Emidio Orlich). Marco Leonardi (Franco Velich), Omero Antonutti (Simeone), Vesna Tominac (Melania), Claudia Pandolfi (Gabriella), Giancarlo Giannini (Von Zirkenitz). Production companies: Filmalpha Productions, Factory Entertainment and RAI TV. 107 min.

    A tale of two generations of Italian soldiers stationed in Yugoslavia's Istrian peninsula.T he film deals with the theme of the difficult condition - both psychological and physical - of those who were born an have grown up in a borderland and have to face the problem of their ethnicity. Giannini and Antonutti are cast as the on-screen elders of the film's co-stars, Raoul Bova (La lupa) and Marco Leonardi (Italiani). Bova plays Emidio Orlich, a young officer in the Austro-Hungarian army. Every day he has to fight in the name of a decaying empire to which he doesn't feel to belong anymore and for which he doesn't want to risk his life any longer. He goes through a deep existential and identity crisis and decides to desert his own ranks to join the Tsar's troops in the winter of 1916, with the intention to rejoin the Italian army. After being caught by his comrades-in-arms, he is prosecuted and executed.

    Cutting to summer 1941, Leonardi is Franco Velich, a young and handsome Italian officer returning to his home island of Dalmatia, now occupied by Italian troops. From the old, disillusioned Simeone he hears the story of fellow-Dalmatian Emidio, whose adventures the audience re-lives through flashbacks. Back in the present, Franco is torn between his loyalty to the Italian army and the consciousness to be serving a nation that he doesn't any longer perceive as his motherland and that has invaded his native Dalmatia.

    Giraldi, who lives in Rome but was born in Slovenia with a Slav mother and an Italian father, identified strongly with his protagonists' identity crises. 'From time to time history imposes upon people a border, a single identity. This is always painful and sometimes tragic,' explains the director of 1979's La giacca verde and 1976's Un anno di scuola.

  • 2005 - Il cuore nel pozzo (Italy, 2-part TV mini-series, transmitted starting on 10 February 2005). Regia: Alberto Negrin; Soggetto: Massimo De Rita e Simone De Rita; Sceneggiatura: Massimo De Rita, Salvatore Marcarelli e Luigi Montefiori con la collaborazione di Alberto Negrin; Direttore della fotografia: Enrico Lucidi; Montaggio: Antonio Siciliano; Scenografia: Giantito Burchiellaro; Costumi: Maria Bono; Organizzatore generale: Roberto De Laurentiis. Una produzione Rizzoli Audiovisivi realizzata da Angelo Rizzoli per Rai Fiction, Ufficio stampa: Studio Nobile Scarafoni. Interpriti: Beppe Fiorello (Ettore), Antonia Liskova (Anja), Adriano Todaro (Francesco), Marcello Mazzarella (Walter), Sonia Aquino (Giulia), Cesare Bocci (Giorgio), Mia Benedetta (Marta), Dragan Bjelogrlic (Novak), Gianluca Grecchi (Carlo), Jovana Milovanovic (Sara) e Dejan Lultic (Bostian). Running time 2 episodes at 100 min.

    Trama:

    Leo Gullotta in una foto scattata sul set a Tivat (Montenegro)

    Istria, 1944. Novak, slavo, appena fuggito di prigione, torna da Giulia, la donna italiana che lo aveva denunciato per averla violentata. Rivuole suo figlio, Carlo, un bambino che adesso ha sei anni. Giulia riesce a mettere in fuga Novak, e, per proteggere il bambino, lo nasconde nell'orfanotrofio di Don Bruno.

    Un anno dopo nella piccola cittadina istriana arrivano i soldati di Tito. Tra loro c'è Novak, animato dal desiderio di vendetta e dalla volontà di ritrovare suo figlio. Lo scompiglio in città è grande e la famiglia Bottini si trova a dover decidere se restare o partire. Walter, amico di famiglia e delegato della resistenza del CNL, li spinge a lasciare la loro casa insieme al loro bambino, Francesco, di dieci anni. Poco prima della partenza Don Bruno, che conosce bene Giorgio e Marta Bottini, gli affida il piccolo Carlo, senza però rivelare la vera identità del bambino. Per Francesco è un duro colpo: oltre alla tristezza per dover abbandonare il paese in cui è nato, vi è anche la gelosia nei confronti di Carlo, un fratello imposto con la forza e che lui proprio non vuole. La mattina fissata per la partenza, però, una retata dei titini separa i genitori dai due bambini. Solo l'interevento di Anja, la giovane aiutante di Don Bruno e di Ettore, il suo fidanzato ed ex soldato, permette a Francesco e Carlo di sfuggire a Novak. I due bambini si rifugiano a casa dei Bottini, dove un violento bombardamento rende sordo Carlo. Francesco, solo e disperato, decide di riportare Carlo all'orfanotrofio di Don Bruno. Durante il cammino si imbattono in un camion carico di prigionieri italiani, tra i quali Francesco riconosce i genitori. Vorrebbe chiamarli ma l'arrivo di Ettore glielo impedisce. Si sentono spari in lontananza, Francesco sfugge a Ettore e corre in direzione degli spari. La scoperta è terribile: all'interno di una foiba Francesco trova i corpi dei suoi genitori.

    Ettore riporta i bambini da Don Bruno. Francesco è disperato, furibondo e se la prende con tutti, soprattutto con Ettore che considera un codardo e un traditore. Ma nemmeno l'orfanotrofio si rivela sicuro: Novak infatti arriva con i suoi titini e cattura Don Bruno, Anja e gran parte dei bambini, portandoli al suo accampamento. Solo Francesco, Carlo e altri due ragazzini riescono a nascondersi. Rimasti soli, decidono di raggiungere a loro volta la caserma dei titini, nel disperato tentativo di salvare Don Bruno e gli altri bambini.

    Nel campo di prigionia, intanto, Novak cerca inutilmente di sapere da Giulia e Don Bruno, dove si trovi Carlo. Mentre Walter decide di far fuggire dalla caserma i prigionieri, provocando un incendio nel deposito degli esplosivi con l'aiuto di Ettore, i bambini possono finalmente ricongiungersi agli adulti e iniziare una disperata fuga. Giulia può abbracciare il figlio Carlo, ma la sua gioia è di breve durata: Novak è già sulle loro tracce. Giulia decide di sacrificarsi: e fugge trascinandosi dietro i titini. Catturata da Novak non ha altra possibilità per mantenere il suo segreto che quella di suicidarsi, gettandosi in una foiba. Novak però non demorde. La sua è ormai diventata una guerra personale, mossa dalla rabbia e dal desiderio di trovare Carlo. Si trascina dietro Walter e con un gruppo di titini riprende la caccia.

    Nel frattempo il gruppo di bambini guidati da Don Bruno e Ettore sta affrontando una dura marcia attraverso le montagne, verso la salvezza rappresentata dai territori non ancora occupati dall'esercito jugoslavo. La marcia è resa ancor più difficile da Anja che, violentata dai titini nell'accampamento, è in uno stato confusionale e vorrebbe rinunciare alla fuga. Solo la forza di volontà di Don Bruno e Ettore riescono a convincerla a continuare. La marcia è rischiosa: devono procedere nel massimo silenzio, di notte, senza viveri. Durante il cammino Ettore salva la piccola Sara da una mina, conquistandosi così l'ammirazione di Francesco. I titini però non mollano, e il rumore della mina esplosa li porta nel luogo dove i bambini sono nascosti, nelle grotte. Novak propone uno scambio: la libertà di tutti in cambio di suo figlio. È Walter a immolarsi a questo punto: urla a Don Bruno di non cedere alle false proposte di Novak, ma un colpo di pistola alla nuca interrompe per sempre il suo appello. Il gruppo di titini si divide, una parte aggira la montagna e riesce a raggiungere il gruppo in fuga. Mentre l'altra parte è bloccata da un'azione militare di Ettore, il quale riesce a tornare in tempo per salvare Anja da un nuovo tentativo di violenza da parte di Bostjan, il feroce braccio destro di Novak. Per Francesco la rivelazione che Carlo è il figlio dell'uomo che li insegue e che ha ucciso i genitori è un duro colpo. In un primo momento ritiene anche Carlo responsabile della morte dei genitori, ma poi, l'affetto che ormai prova per il bambino, lo porta a rafforzare il legame con lui e a considerarlo, per la prima volta, davvero un fratello. Carlo, ormai sicuro dell'affetto di Francesco, gli rivela di non essere più sordo, ma di aver finto di esserlo a lungo per poter ascoltare le parole di Francesco e capire se gli volesse bene. La piccola comitiva raggiunge un villaggio semi abbandonato, dove però riescono a recuperare dei preziosi viveri. A loro si aggiunge la famiglia Pavan, in fuga verso il confine. I titini, più veloci grazie ai camion, sono nuovamente vicinissimi, e Pavan, borsanerista senza scrupoli, approfitta di un momento di distrazione del gruppo per riportare il piccolo Carlo a Novak e comprare in questo modo la salvezza per sè e la sua famiglia. Per la prima volta Novak si trova umanamente disarmato di fronte al figlioletto, a cui ha ucciso la madre. Il coraggioso intervento di Ettore e di Francesco interrompe l'incontro e permette ancora una volta la fuga al gruppo con l'aiuto di tre soldati dell'esercito italiano. La vetta è quasi raggiunta e la salvezza vicina, resta un unico ostacolo, insormontabile: l'ultimo tratto di strada non è coperto dal bosco, saranno un bersaglio fin troppo facile per i titini. Ettore decide di sacrificarsi e opporre resistenza all'avanzata di Novak per permettere al gruppo di guadagnare strada e mettersi in salvo. Insieme a lui decidono di rimanere anche i tre soldati e a un riluttante Pavan. Prima però Ettore chiede a Don Bruno di celebrare il matrimonio con Anja: una cerimonia breve ma commovente. Poi, il gruppo si rimette in cammino per raggiungere l'ormai vicino confine. Al risuonare dei primi colpi di pistola Francesco, però, torna indietro, e impugnando la pistola cha Carlo aveva trovato al villaggio, si ritrova nel mezzo dello scontro a fuoco. Francesco punta l'arma contro Novak, urlando tutta la sua rabbia per l'assassinio dei genitori. Ma interviene Don Bruno a proteggere il ragazzo e nel parapiglia rimane colpito a morte. Il suo sacrificio permette a Ettore di sorprendere Novak e di ucciderlo.

    Francesco e Ettore si riuniscono a Anja, Carlo e gli altri bambini. Le montagne sono state scavalcate, la salvezza raggiunta. Sotto di loro, nella valle, una colonna di profughi si dirige verso una nave mercantile che li riporterà in Italia.

    Beppo Fiorelli (Ettore nel film) dice: "E' una fiction bellissima, che non ha nulla di politico", conclude l'attore. "Semplicemente porta sullo schermo una storia non ancora raccontata, quella appunto della tragedia delle Foibe. Io nel film sono un soldato, un alpino, che torna dalla guerra deluso come tanti, deciso a tornare alla vita normale ed a riprendersi l'amore di una donna... Antonia Liskova, ma troverà invece una situazione completamente diversa e drammatica". [tratto da: http://www.tgcom.it/televisione/articoli/articolo222748.shtml]

    Reviews:

Sources:


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This page compliments of Fabio Amodeo, Ed Brumgnach, Marisa Ciceran, Claudio de Angelini, Franko Pavicevac and Sandro Sambi

Created: Sunday, Wednesday, February  20, 2002; Last Updated: Thursday, July 17, 2008
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